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ZARCO, IL SUCCESSO DELL’UOMO QUALUNQUE

Zarco in azione
Zarco in azione
Zarco è alla sua seconda pole position della carriera
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Iannone sfreccia, il corvo non fa...una piega
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Bagno di folla per Johann Zarco
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Per Marc Marquez ottimo secondo tempo
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Petrucci, la sorpresa di giornata
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Valentino Rossi, solo 9° tempo
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SkeetGp

L’uomo che oggi ha fatto impazzire di gioia la Francia intera si chiama Johann Zarco. Di professione fa il pilota di moto professionista e ad onor del vero, sono in pochi quelli che possono dire di conoscerlo veramente. E questo non è perché sia un personaggio timido, schivo, come qualcuno ha provato a descriverlo.

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Zarco insieme con i suoi tifosi a e MansDidascalia

Non è vero niente; lui è solamente un uomo riservato, che non ama stare sotto i riflettori, che non vedrai mai in discoteca, affiancato da bionde mozzafiato, che usa pochissimo il telefonino ( o li perde, o li dimentica o glielo rubano quando è in spiaggia…) e i social, perché “Internet è solo una grande perdita di tempo e io ho bisogno di rimanere concentrato”. Lui se ne sta per conto suo, attorniato dai suoi amici più fidati, dal suo manager a cui deve tutto (e che per farlo correre si è pure ipotecata la casa) e alla sera preferisce restarsene a casa leggere un libro, oppure le poesie e le musiche di Jacques Brel e George Brassens. Insomma, proprio l’esatto contrario di quello che il mondo della comunicazione ci ha fatto conoscere sino ad oggi.

Fin qui lo Zarco… privato. Ma quando il francese va in pista, state certi che tira sberle a tutti (non si vincono del resto 2 titoli mondiali in Moto2 se non hai la grinta e la voglia di primeggiare) e, soprattutto, fa arrabbiare molti colleghi più blasonati di lui, che non sopportano i suoi modi spicci di guidare, a volta un po’ sopra le righe. Uno per tutti? Valentino Rossi. I due non si amano e non si sono mai amati. Insomma, non siamo ai livelli delle sfide con Biaggi ma poco ci manca.

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Quando Zarco pensava di diventare un pilota di moto, all’età di 17 anni (è nato a Cannes nel luglio del 1990) Valentino aveva già vinto 7 titoli iridati. E trovarsi tra le scatole un pilota poco rispettoso, che lo aveva costretto a uscire di pista ad  Austin ("Zarco deve stare attento, questa non è la Moto2 e non si può superare così. Un conto è essere aggressivi e un altro entrare quando l'altro ha già impostato la curva") bissando l’incidente ad Assen quando lottavano per la prima posizione con Valentino che ebbe in quella occasione parole di fuoco (“Oggi ho capito che Zarco non è cattivo. E' proprio che non è capace, perché non capisce la distanza dalle altre moto"). Zarco in quella occasione e pure dopo, preferì lasciar perdere e non cercare la rissa verbale con uno che usa a meraviglia i poteri della comunicazione di massa, dalle telecamere ai media alla stampa italiana e straniera.

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Zarco, ragazzo schivo e riservato

Lui, che rifugge dalle luci della ribalta, risponde con l’aggressività in pista. Ma per lui, poi, tutto finisce lì. E se lo incontri per strada magari neppure lo riconosci, con quegli occhioni che sembrano tristi (sembrano….) e un fisico che ricorda più un impiegato della pubblica amministrazione che uno sportivo di classe internazionale.

Oggi Zarco è uscito allo scoperto: lo ha fatto nel Gran Premio di Francia (ma lui si stupisce quando gli dicono che “gioca” in casa “perché a Le Mans ci vengo solo per le gare e magari ho fatto più giri a Jerez o al Mugello che qui”. Con la sua Yamaha che è un capolavoro di assemblaggio, visto che il motore è del 2016, l’elettronica del 2017 e il telaio del 2018, ha dato la paga a tutti: a Marquez, che ha chiuso 2° con una Honda sempre più performante e a uno straordinario Danilo Petrucci che partito dalla Q1 ha avito il tempo di affinare la sua DesmoDucati fino a raggiungere la prima fila e relegando in seconda fila i due piloti ufficiali Dovizioso e Lorenzo. Assai probabile che della partita non sarà Cal Crutchlow, sparato in aria dalla sua Honda e ricoverato per accertamenti all’ospedale di Le Mans dove, pare, abbia riportato solo una forte contusione all’anca.

E così Zarco, costretto a convivere come un vaso di terracotta in mezzo a vasi di ferro, si è tolto una bella soddisfazione bastonando le Yamaha ufficiali proprio all’ultima stagione con la Casa di Iwata, perché dalla prossima stagione ha accettato la corte della KTM che vede in lui l’uomo giusto per portare la moto ai più alti livelli.

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Johann Zarco è doventato un fumetto

Schivo, riservato, ragazzo semplice all’acqua e sapone, come le parole che ha detto ai microfoni della tv, in un ottimo italiano, Paese che ama per averci abitato da giovanissimo quando correva con le minimoto: “Quanto è successo oggi è fantastico ed è molto emozionante per me. Non mi aspettavo di avere queste emozioni già durante le qualifiche. Di sicuro, volevo essere veloce, ma quando ho visto il 31”185 sul cruscotto sono rimasto sorpreso. Il lavoro che abbiamo svolto, lavorando con pneumatici diversi, è incredibile. Un enorme ringraziamento alla folla, il loro boato mi ha dato una carica di energia positiva in più. Ma aspettiamo domani e vediamo, se questa energia sarà sufficiente per vincere".

Sembra quasi la pubblicità di un thè della fine degli Anni 60 diventato famoso grazie a Carosello: “Zarco, la forza dei nervi distesi”…