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QUANDO IL PACCO CORRE TROPPO VELOCE PER DHL

DHL sponsor Motogp

SkeetGp

 “Il pacco, la società del futuro. E’ un servizio molto approfondito, mandato in onda dalla Rai all’interno del programma “Report” dell’11 dicembre 2017, rilanciato su forum e blog, in questi ultimi giorni (post celebrazioni del 1° maggio - tradizionale festa dei lavoratori), da molti utenti interessati all’evoluzione (anzi all’involuzione) del mercato del lavoro.

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Report: trasmissione televisivo Rai 3

La domanda di trasferimento di merci e materiali, sottolineano gli autori di questa inchiesta (Alberto Nerazzini - voce narrante e, soprattutto, Lorenzo Di Pietro redattore-analista del desk romano di Report, che ha visionato oltre 4 mila documenti per la realizzazione di questa puntata shock. In questo enorme mercato, dove produzione e consumo sono globalizzati, il giro d’affari della logistica è letteralmente esploso, ma i profitti si stanno concentrando purtroppo nelle mani di pochi. Questa è la tesi (indiscutibile) portata avanti da “Report”.

Il problema principale è quello del ribasso del costo del lavoro nel mercato italiano, in tantissimi settori merceologici. Ma tornando al tema del trasporto e della consegna del prodotto, il cliente deve essere sempre più soddisfatto. Sull’altare di questa velocità (nella consegna), proprio il consumatore non si chiede mai quale sia effettivamente il costo “reale” della cosiddetta “soddisfazione”.

Nerazzini, dopo aver parlato di Amazon (dove ha visionato le procedure di lavoro dei dipendenti all’interno dei maxi siti di stoccaggio della merce) è passato a parlare di un altro leader della logistica (e non solo), ovvero il colosso DHL, di proprietà di Deutsche Post, 60 miliardi di euro di fatturato annui. Per DHL, l’Italia rappresenta un mercato pazzesco, dietro solo a Cina e agli Usa. Solo nel nostro Paese però non ha dipendenti praticamente diretti e tutto il lavoro lo affida in appalto. Opera più in generale in 220 Paesi ed è molto visibile, in termini di comunicazione e business nel mondo dei Motorsports (dal Motomondiale, passando per la Formula One, fino alla nuova Formula E).

Sì è vero, in Italia ci affidiamo ad operatori esterni, ma questa scelta dipende dal mercato del lavoro e dalle condizioni morfologiche del territorio. L’Italia è un Paese molto lungo, molto difficile, con tante montagne, tanti posti remoti” ha dichiarato, nel corso dell’intervista, Alberto Nobis, dal 2013 presidente e Ceo DHL Express Italy (dopo esservi entrato nel 2006, nda).

Poi, sempre il giornalista di Report, ha raccontato le difficoltà di diversi “soggetti”, che, fino ad alcuni anni fa, attraverso contratti di appalto, lavoravano per conto di DHL Italy. “Le tariffe erano già basse in partenza. Per fare in modo di guadagnare qualcosa in più dovevamo fare anche dei licenziamenti. Ci hanno chiesto, perfino, di allontanare il personale non gradito (a DHL, nda)”, ha dichiarato Giovanni Cammarota AD di Salerno Trasporti, fino a pochi anni fa in affari con DHL Italy.

In diversi casi (oggetto, per la cronaca, di querelle giudiziarie in corso) sarebbero aumentate, secondo quanto riferito nelle interviste, le quantità di lavoro, pur non arrivando ad adeguare mai le tariffe (da parte di DHL, nda). Arrivando a minacce di penali, per poi giungere, nel momento più sfilacciato del rapporto, alla disdetta del contratto. E’ il racconto dell’ex presidente consorzio COTRA - Daniele Giovannini, per oltre 26 anni, coordinatore di DHL in Emilia-Romagna. che avrebbe chiesto di rivedere le tariffe invano, arrivando, nella fase finale del rapporto, a perdite per 400 mila euro annui.

Lo stile di DHL è piuttosto aggressivo”, incalza durante l’intervista il giornalista di Report. Risponde, senza battere ciglio, Nobis (DHL Italy): “Questo lo dice Lei”. E al giornalista Rai che ha sottoposto fotocopie di email di dirigenti di DHL Italy, dai contenuti presumibilmente fuori dalle righe, sempre Nobis, ha risposto: “Sono tutti elementi che fanno parte di cause in corso e sarà il giudice a decretare chi ha ragione”. Questo, per la fredda cronaca giornalistica.

Nei mesi scorsi la redazione di questo portale, in una recente intervista, ad un noto operatore italiano del settore trasporti/logistica, aveva sviluppato un “focus”, per esempio, sul rapporto DHL (come brand worldwide, perché la sponsorship è gestita dall’internazionale non dall’Italia) con Dorna (proprietaria di tutti i diritti del Motomondiale) e con i team. E questa era stata la risposta:

motogp_dhl.jpg
DHL sponsor Motogp

Dorna Sports punta tutto da sempre sull'aspetto commerciale. DHL sicuramente rappresenta un Brand worldwide, che offre molta visibilità ed investimenti in marketing, ma i prezzi per i teams mi risulta siano elevati. Le scuderie, spesso, da quello che mi viene rappresentato, dagli operatori del settore, devono pagare gli extra KGS (quelli non coperti da Dorna) ed i costi, pertanto, invece che diminuire, rischiano anche di aumentare.

Il servizio, sicuramente, potrebbe essere più taylor made, ma, soprattutto a prezzi più concorrenziali, cosa che stiamo proponendo noi di SEL (a tariffe 25/30% più basse di quelle previste da Dorna). E' chiaro che tutti devono guadagnarci nell'erogazione di un servizio, ma bisogna, secondo la mia opinione ed esperienza nel settore, cercare anche di venire incontro alle esigenze dei teams, che dovrebbero essere prioritarie rispetto a qualsiasi ipotesi di mark up. I team e i supplier devono tornare ad essere al centro del progetto del Motomondiale. I costi della logistica e trasporto pesano oggi molto sui budget delle singole strutture ed è importante individuare delle "politiche" di risparmio e contenimento.”

Chiaramente i due aspetti non sono in alcun modo collegati, perché gli investimenti nelle sport-sponsorship sono gestiti dall’internazionale, mentre il tema dei rapporti DHL Italy-società in appalto per il lavoro di trasporto, è specifico solo del mercato tricolore e, comunque, tutte le risultanze sulle contestazioni presentate da Report saranno dibattute in sede giudiziale (e al momento non si è avuta alcuna sentenza in merito).

Stride, però, ascoltare queste storie giornalistiche e poi leggere o raccontare storie come quella della partnership di DHL (sempre a livello global) a supporto della Formula E, il campionato mondiale dedicato alle auto elettriche.

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Formula E

Per fare questo si è avvalsa dell’esperienza di oltre 35 anni nel motorsport garantita dalla partnership con la Formula 1 e il Motomondiale. DHL fornisce a Formula E una gestione logistica completa a basso impatto ambientale. Per ciascuna delle 12 gare in programma del Campionato ABB FIA Formula E che fa tappa nei 5 continenti, DHL trasporta 450 tonnellate che equivalgono a 40 macchine elettriche da corsa insieme ai pezzi di ricambio, 20 unità di ricarica, l’attrezzatura per le trasmissioni televisive e le infrastrutture per allestire i circuiti delle gare. Dal 2013 DHL è Official Founding e Logistic Partner della Formula E. Questa collaborazione nasce dalla condivisione di uno spirito pionieristico e dall’impegno per un futuro sostenibile: dare vita alla mobilità elettrica e mostrare alle persone ciò che si può ottenere con un nuovo sistema di guida per il bene della società.” - si legge in una nota.

Tutto molto bello e interessante, però certamente questo video di “Report” del dicembre 2017, che continua a girate in Rete, al di là di quelle che saranno le risposte date dai giudici, che aiuteranno ad accertare la verità, in un senso o nell’altro, non sono certamente uno spot clamoroso per il brand DHL in Italia e all’estero. Questo bisogna dirlo. Ci auguriamo che DHL ,soprattutto in Italia, arrivi ad applicar più tariffe adeguate per i proprio partner, che non aumenti, eventualmente, le quantità e carichi di lavoro e che, soprattutto, rispetti di più, rispetto al passato, anche i sindacati, “corpi intermedi” costituzionalmente garantiti.

Altrimenti le sponsorizzazioni sportive rischiano di sciogliersi al sole, come la brand reputation, se si dovesse continuare su questa falsariga. E non è bello! Perché prima del “pacco” viene sempre il rispetto delle persone, che lavorano per una realtà così importante. Passate, presenti e future. Ce lo auguriamo vivamente.