Seguici anche suFacebookTwitterGoogle PlusYoutube
  • English
  • Italiano
FOCUS
focus arrow
Haas wary of Formula 1 expansion amid rules uncertainty F1, Hamilton: «La Ferrari ha sbagliato a mollare Raikkonen» Ross Brawn: Formula 1 will do all it can to save Force India Valtteri Bottas beats Lewis Hamilton to Russian Grand Prix F1 pole F1 Austin, Hamilton: «Bravo Raikkonen, gara perfetta!» F1, McLaren: Sainz dal 2019 Sebastian Vettel: British GP DRS oddity could split F1 grid more Dovizioso: “Quest’anno più forti del 2017” Orari TV MotoGP 2018. Il GP d'Austria Grand prix tracks' DRS changes for rest of 2018 Formula 1 season MotoGP 2018. Dovizioso: "Lorenzo curva all'opposto di come faceva prima" Lewis Hamilton: Mercedes F1 team needs to match Ferrari's 'tricks' Sainz always thought ex-Toro Rosso F1 team-mate Kvyat would return Chi vincerà la gara MotoGP in Thailandia? Robert Kubica: I can't wait long for Williams 2019 F1 race seat Force India Formula 1 team administrators working 'urgently' Lewis Hamilton: 'Slacking' led to F1 Russian GP qualifying error Ericsson: Leclerc '19 Ferrari deal good to judge a Sauber extension F1 Gp Russia, Verstappen: «L’obiettivo è arrivare quinto» Alonso was never F1 2019 option for Red Bull, says Verstappen

MARQUEZ-DOVIZIOSO DIVISI DA 2 MILLESIMI E LE SCUSE DELLA YAMAHA AI SUOI PILOTI

Dovizioso-Marquez

SkeetGp

In matematica non sono mai stato una cima, quindi non chiedetemi a quanti centimetri equivalgono due millesimi di secondo di distacco tra due moto al traguardo. Anzi, fatemi in favore: chi di voi sa darmi la risposta esatta è pregato di farmelo sapere. Di sicuro Marc Marquez e Andrea Dovizioso questo problema non se lo sono posto di sicuro, visto che in pista, durante le qualifiche del Gp d’Austria, hanno fatto il diavolo a quattro. Ma, alla fine della giornata, è stato lo spagnolo a riuscire nell’impresa, togliendo il piacere della pole al Dovi e per soli due millesimi. Per gli amanti delle statistiche, diremo che si tratta del distacco più esiguo nell'era del cronometraggio elettronico dal GP di Germania 2003, quando Biaggi e Jeremy McWilliams furono separati dallo stesso distacco.

doviiii.jpg
Dovi, pole sfumata per 2 millesimi

Ma la battaglia è stata talmente serrata e sportivamente impeccabile che, al parco chiuso, il Dovi nazionale ha pensato bene di tirare una manata sullo sterno, aggiungendo amichevolmente un “Bastardo, due millesimi” e una risata tra i due che la dice lunga.

Bella, bellissima la sfida Honda-Ducati, come ormai ci hanno abituato le due scuderie in questa stagione. Una lotta fatta anche di piccole furbizie, come quella che il campione del mondo in carica ha messo in atto per tutta la giornata, seguendo come un’ombra il forlivese. Marquez si è incollato a Dovizioso nelle libere 1 e 2 di venerdì, così come oggi non  si è mai distanziato troppo nelle libere 3, nelle 4 e in qualifica . I motivi sono chiari: togliere alla Ducati la certezza di essere la moto da battere domani in gara e aumentare la pressione su Dovizioso, considerato da Marquez l’uomo da battere su questa pista.  Tra i due il distacco in classifica (68 punti) è importante, ma non tale  da impedire al ducatista di tentare la fuga verso la vittoria.

Dovizioso, che non è fesso, se ne è accorto e ha giocato anche lui come il gatto con il topo: innanzitutto è riuscito ad arrivare a 2 millesimi dallo spagnolo (1’24”241 contro 1’24”243) usando una strategia diversa con le gomme. Se Marquez ha usato per la sua performance una gomma soft al posteriore, Andrea ha usato per tutti i suoi tentativi una gomma media. E questo vuol dire che domani il ducatista potrebbe avere (il condizionale è d’obbligo) un vantaggio non indifferente: non è detto che con la soft, Marquez riesca a concludere la gara senza stracciare lo pneumatico.

_ds08020.gallery_full_top_fullscreen.jpg
La prima fila domani

Che Marquez ci tenga a vincere, si evince dalle sue parole “L’Austria è una Ducatiland e  fare la pole è il primo passo.  Però avere tre Ducati alle spalle non sarà piacevole (3° posto un ottimo Lorenzo, 4° un magnifico Petrucci), perché riescono a tenere un gran ritmo. Ma io non mi tiro indietro e se ci sarà da lottare sono pronto”.

Dovi replica…nascondendosi: “Credetemi, non sapevo di essere così veloce. Però avevamo cominciato bene già dal venerdì ad andare forte. Stamattina la moto non mi sembrava un granché. Poi tutto è andato a posto. Ci ha preso gusto Marc a fare dei bei tempi anche qui in Austria! Mi dispiace per l'orologio che viene dato all'uomo della pole, se l'avessi vinto io l'avrei dato ai meccanici… Credo che ci tenga tanto a vincere su questo tracciato…”

Lorenzo, se da una parte gongola perché negli ultimi 5 Gp ha conquistato più punti (89) di tutti quelli che lo precedono ed ora è pronto a balzare su Vinales per il 4° posto , dall’altra non è contento perché avrebbe potuto fare di più: “Non abbiamo cambiato la gomma anteriore anche se avremmo avuto il tempo per farlo. L’avessimo fatto forse avrei centrato la pole position”. Bravo e come sempre incontentabile…

l'articolo continua dopo l'inserzione
 

LE SCUSE DELLA YAMAHA

rossi_mogio.jpg
Valentino ai box, sconsolato

E adesso arrivano le dolenti, anzi dolentissime, note che portano il nome di una grande azienda, la Yamaha, e dei suoi due piloti, Maverick Vinales e Valentino Rossi. In rigoroso ordine d’arrivo. Per trovare i loro nomi in classifica bisogna scendere nei bassifondi.

Vinales ha chiuso all’11° posto nonostante i suoi meccanici (con il quale il feeling è finito da un pezzo) abbiano ricostruito completamente le sue moto tra la fine delle prove libere 4 e l’inizio della Q2.  Che il risultato non fosse promettente, si presagiva già dalla faccia di Vinales, inquadrato in diretta TV,  mentre seduto ai box, attendeva la fine dell'assemblaggio della sua Yamaha. 

Peggiore la situazione di Rossi: Valentino non è riuscito a superare neppure la tagliola delle Q1, chiudendo al 14° posto. Per lui la peggior posizione in griglia da Australia 2016, quando partì 15°.

Certo è che il gesticolare del Dottore al cambio gomme della Q1 è parso eloquente: la moto balla tanto al posteriore, non si riesce a sfruttare la trazione, va dove le pare e il campione non riesce a guidarla in nessun tratto della pista. Pare chiaro che in Yamaha, in vista della gara di domani, i problemi da risolvere siano tanti, il tempo a disposizione esiguo, le speranze riposte al warmup di domattina, scongiurando avvenga sull'asciutto.   

L’impressione è che nel box Yamaha regni il caos più che la confusione. Ma c’è qualcuno che comanda lì dentro?  Per la prima volta, oggi pomeriggio, è accaduta una cosa eccezionale, almeno per chi conosce il mondo del lavoro giapponese. 

442714.jpg
Kouji Tsuya ha chiesto scusa ai piloti

Al termine delle qualifiche c'è stato un gesto molto importante da Kouji Tsuya, project leader MotoGP della scuderia, che in conferenza stampa ha un messaggio di scuse ai piloti. "La Yamaha ha problemi di erogazione della potenza che mettono i nostri piloti in condizione di non rendere. A nome della Yamaha mi sento di dover chiedere scusa ai nostri piloti che in questa gara partono indietro e che hanno affrontato grandi difficoltà. Vi posso dire che stiamo lavorando, da subito, e continueremo a farlo senza sosta, sia oggi che domani che nel giorni che verranno", spiega Tsuya.

Successivamente in conferenza stampa Valentino ha detto:"Non sapevamo delle scuse di Tsuya. Almeno io. L'ho saputo adesso. E lo ringrazio. È una cosa bella, da prendere positivamente. Anche se poi, dal mio punto di vista, adesso serve che vediamo i risultati. E sarebbe bello vederli presto, perchè siamo rimasti indietro" Da marzo 2017 neppure una vittoria. E allora la frase di venerdì di Valentino suona come una sentenza: “Di questo passo sarà difficile salvare il secondo posto finale in classifica...”.