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LA DUCATI REGINA D’AUSTRIA: VINCE LORENZO, DOVI 3° E MARQUEZ VOLA IN CLASSIFICA ANCHE QUANDO PERDE

Lorenzo vince l'Austrian GP 2018

SkeetGp

Marc Marquez ce l’ha messa tutta per rompere le uova nel paniere alle Ducati: in Austria aveva una voglia matta di mettere fine alle vittorie in serie della casa di Borgo Panigale. Lo scorso anno si era preso un “vaffa” in dirittura d’arrivo da Dovizioso. Oggi ha ottenuto lo stesso trattamento (senza vaffa) con Jorge Lorenzo, che ha resistito all’ultima curva al ritorno dello spagnolo e lo ha condannato alla seconda sconfitta consecutiva sul Red Bull Ring. Jorge a fine gara ammette la fatica: “Non so se ho perso degli anni di vita, ma sicuramente qualche mese l'ho perso di sicuro con tutta quella pressione e quella tensione nel duello con Marc. Però ne è valsa la pena!”.

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Il podio MotoGp con Lorenzo acrobatico

Nella lotta è mancato Andrea Dovizioso che, involontariamente, mi ha dato ragione quando venerdì avevo detto che chi entra in conclave Papa a volte ne esce cardinale". Il Dovi ha avuto un problema all’inizio: ha rischiato al via con Marquez, quindi ha rovinato le gomme cercando di liberarsi di Lorenzo e  a termine di gara è finito lungo per evitare di tamponare Marquez, perdendo così il contatto con i due davanti. La sua delusione era visibile, tanto più che in un sol colpo è finito sul terzo gradino del podio e perso una posizione in classifica generale (anche se solo per un punto) proprio a favore del suo ormai ex compagno di squadra. Lui non cerca scuse: "Quando si può portare a casa di più e non ci riesci, ti girano le balle, come è giusto che sia. Ho sbagliato la scelta della gomma posteriore e l’errore l’ho pagato caro”.

Ma a rendere sorprendente la giornata è Marc Marquez, che riesce nell’impresa di perdere la gara e al contempo ad aumentare il suo vantaggio in classifica su Valentino Rossi (oggi 6° dopo una buona rimonta dalla 14ma posizione al via). Adesso lo spagnolo ha 59 punti di vantaggio sul Dottore, 71 su Lorenzo e 72 su Dovizioso.

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Sfida incandescente tra Marquez e Lorenzo

Conti alla mano, Marc ha due gran premi abbondanti su Rossi e quasi tre sui due ducatisti i quali, presumibilmente, si daranno battaglia uno con l’altro per dettare la supremazia finale in casa Ducati. Questa battaglia intestina non farà che aumentare il divario da Marquez che è l'unico, ha ricordato Gigi Dall’Igna che " può perdere, a questo punto, il mondiale”.

Ci sono ancora 8 gare e il “cabroncito” veleggia dall’alto delle sue 5 vittorie mentre Rossi, alle sue spalle, è ancora a quota zero, in virtù di una crisi Yamaha riconosciuta (finalmente) anche dal project Leader Kouji Tsuya. Recuperare il tempo perduto non sarà facile. Anzi, quasi impossibile, mentre è molto più facile che Rossi possa scendere dalla seconda alla quarta posizione perché il suo vantaggio sulla Coppia Lorenzo-Dovizioso è di 12 e 13 punti, facili da recuperare.

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Abbraccio tra futuri compagni di squadra

Marquez, se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, oggi ha ricevuto un primo assaggio di quello che lo aspetterà la prossima stagione in Honda. Il suo nuovo compagno di squadra non sarà docile e arrendevole come l'ormai demotivato Dani Pedrosa, oggi solo 11°. Lorenzo si è dimostrato un guerriero che finalmente ha capito come si guida la Ducati e dimostrato una grande intelligenza tattica nel saper aspettare, cambiare il suo modo di correre e prepare la gara senza commettere neppure un errore in tutti e 28 i giri. E a fine gara Jorge si è lasciato andare ad una frase ad effetto: “Non si può vincere tutte le battaglia, ma l’importante alla fine è vincere la guerra”. Capito il tipo?

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Petrucci soddisfatto: sarà vero?

Un campanello d’allarme anche per Ducati, sia chiaro. A Borgo Panigale , con grande professionalità, continuano a dare il massimo supporto e fiducia a Jorge (permettergli di provare le Honda nei test di Valencia e Jerez lo dimostra), ma non ci si nasconde il fatto che Petrucci, che usa una moto identica a quelle di Dovi e Lorenzo, faccia una fatica boia nella gestione gara. Oggi non è andato oltre il 5° posto, piazzandosi appena davanti a Rossi… Petrux comunque, trova anche l’aspetto positivo: “Questa per me era la pista peggiore, per via del mio peso, a livello di consumo sia delle gomme che della benzina. Però siamo riusciti a passare Zarco nel Mondiale e quindi sono il miglior pilota Indipendent in classifica. Questo è il nostro obiettivo e anche se Crutchlow ci sta guadagnando qualche punto gara per gara sono contento. Il team ha fatto un gran lavoro".

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Che ingorgo alla prima curva!

Nei prossimi 8 Gran premi ne sapremo sicuramente di più anche se siamo d’accordo con Dall’Igna che contro un Marquez così, diventato un perfetto ragioniere capace di spingere forte per puntare alla vittoria sempre, dando un occhio alla classifica del mondiale per non sbagliare una mossa, è difficile combattere. E questo, Marquez, lo sa benissimo: del resto i mondiali si vincono anche così. E Jorge ha una voglia matta di raggiungere il 7° titolo e portarsi a due sole lunghezze da Valentino. A suo favore gioca l’età: 25 anni contro 39. Contro di lui gioca la forza di volontà di un campione come Rossi. Vale non molla mai, ed è anche più forte di una Yamaha che sembra una Formula 2 in un mondo di Formula1.

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Il successo di Bagnaia su Oliveira

La bella giornata degli italiani ha visto vincitori altri due astri nascenti delle classi minori. In Moto3 successo di un grande Marco Bezzecchi (che il prossimo anno correrà con Moto2 nel team Tech3) tornato al comando del mondiale, mentre in Moto2 vittoria di Francesco “Pecco” Bagnaia, che passerà alla MotoGp in Ducati Pramac al posto di Petrucci.

Piccoli campioni crescono: l’Italia finalmente è tornata a sfornare piloti di classe.

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Vittoria di Bezzecchi in Moto3