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JARNO TRULLI: ”QUESTA F1 E’ DA RIFONDARE”

Podere Castorani, produzione vino Trulli
Podere Castorani, produzione vino Trulli
Podere Castorani, produzione vino Trulli
Podere Castorani, produzione vino Trulli
Gp Russia 2018: Ross Brawn, Putin ed Ecclestone
Gp Russia 2018: Ross Brawn, Putin ed Ecclestone
RussianGP 2018: Ecclestone ed Arrivabene
RussianGP 2018: Ecclestone ed Arrivabene
Jarno Trulli, dopo la F1 produttore di vino
Jarno Trulli, dopo la F1 produttore di vino
Formula 1, 2018
Formula 1, 2018
Giovinazzi, dal 2019 Sauber
Giovinazzi, dal 2019 Sauber
Podere Castorani, produzione vino Trulli
Podere Castorani, produzione vino Trulli
Jarno Trulli, Monaco 2004 con Briatore
Jarno Trulli, Monaco 2004 con Briatore
Podere Castorani, produzione vino Trulli
Podere Castorani, produzione vino Trulli
Trulli Monaco 2004
Trulli Monaco 2004
Trulli Monaco 2004
Trulli Monaco 2004

SkeetGp

Il 27 novembre del 2011 è stata una domenica indimenticabile per il mondo della Formula1. E soprattutto per una serie di piloti che in Brasile disputarono la loro ultima gara. Alcuni erano giovani che non ebbero più possibilità di mettere piede nel grande Circus come lo spagnolo Jaime Alguersauri, altri invece chiusero con un palmares di tutto rispetto (come Rubens Barrichello e Vitantonio Liuzzi). Oppure come Sebastien Buemi, che corre ancora oggi con ottimi risultati come dimostra la vittoria nella 24 ore di Le Mans di quest’anno al fianco di Alonso e e Nakajima.

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Jarno Trulli, Monaco 2004

E poi a Interlagos quel giorno c’era anche lui, Jarno Trulli, classe 1974, che di Gran Premi in carriera ne ha corsi 256, con 11 podi all’attivo, 4 pole position e soprattutto una vittoria di quelle che non si possono dimenticare, perché conquistata a Montecarlo nel 2004 quando con la sua Renault pose fine a una striscia di 5 vittorie consecutive di un certo Michael Schumacher…

Sono passati 7 anni e adesso finalmente un altro italiano, Antonio Giovinazzi da Martina Franca, classe 1993, romperà il digiuno. Abbiamo rintracciato Trulli appena sceso dall’aereo che lo ha riportato in Italia dopo un viaggio di lavoro in Canada. E le sue, come sempre, sono state risposte pepate, senza peli sulla lingua, dure al punto giusto.

Jarno, finalmente un altro italiano in F1. Ma perché abbiamo dovuto aspettare tanto tempo?

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Giovinazzi, dal 2019 Sauber

Non è facile capire perché i piloti italiani, soprattutto negli ultimi 15/20 anni sono andati incontro a tante difficoltà per approdare in F1. Diciamo subito che il pilota italiano non ha un grande appeal. E questo anche se ci troviamo di fronte a un Fenomeno, un pilota bravissimo. Purtroppo oggi la F1 è sempre più legata a interessi di marketing e di business. E in questo senso, da sempre, gli italiani sono andati incontro a grossi problemi, a partire dal fatto che comunque l’unica squadra italiana, la Ferrari, in passato non ha mai preso molto in considerazione i nostri piloti. Ma questo, sia chiaro, non è un grosso problema, perché ci sono tante altre squadre.

Allora il problema dove sta?

Il problema principale è che, commercialmente, l’Italia con un pilota italiano a livello aziendale, di marketing ed economico vale ben poco. E questo perché il Paese purtroppo è quello che è.

Quando correva lei, era più facile per uno dei nostri correre in F1?

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Trulli monaco 2004 con Briatore

Diciamo che io ho avuto una grande fortuna, perché mi sono trovato al posto giusto nel momento giusto. Davvero, sono stato molto fortunato. Pensi che a livello di budget non avevo nulla. Non ho mai fatto carriera con i soldi, semplicemente perché non ne avevo. Non ho mai avuto uno sponsor personale in vita mia che avesse potuto aiutarmi in carriera per conquistare traguardi importanti. La mia fortuna è stata che sono arrivato in un momento in cui la Formula 1 era alla disperata ricerca di piloti giovani perché erano tutti Costruttori. Gente che andava costantemente alla ricerca di piloti bravi, ingegneri bravi, tecnici bravi, persone brave. Cercavano l’eccellenza con un solo obiettivo in testa: vincere.

Oggi, invece…

Non ci sono più i Costruttori. Oggi l’obiettivo dei Team è quello di sopravvivere. Sia chiaro: tutti corrono per vincere, ma solo due o tre ci riescono. In passato erano in 10 nelle stesse condizioni.

Ma in F1, adesso, ci arrivano i piloti migliori o quelli che hanno i soldi?

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RussianGP 2018

Ci arrivano entrambi. Con un po’ di fortuna ci arriva anche un buon pilota. Magari ci mette più tempo degli altri e incontra un bel po’ di difficoltà o addirittura rischia anche di fermarsi. Un buon pilota può essere bravo quanto vuole, ma quando vai a correre con le macchine hai bisogno di pagare. Pagare per correre, chiaro? E le cifre che si leggono in giro non sono abbordabili per tutti, mi creda.

Avrà sicuramente visto l’ultimo Gp in Russia, con 5 piloti costretti a partire dal fondo. Ha senso correre con questi regolamenti? E lei quale regola eliminerebbe da subito?

Guardi, adesso non mi metto di sicuro a fare l’elenco. Dico semplicemente che la F1 così come la stiamo vedendo non va assolutamente bene. C’è da riformarla a livello tecnico perché presenta delle anomalie, delle discrepanze, delle problematiche che non solo allontanano il pubblico in quanto è un dramma capirci qualcosa. Ma in più non offrono tutto questo spettacolo che vorremmo vedere.

Ecclestone ha inventato la F1, secondo lei i nuovi padroni di Liberty Media hanno le potenzialità per riformare il grande Circus?

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Gp Russia 2018: Ross Brawn, Putin ed Ecclestone

 

Difficile rispondere a questa domanda. Io conosco Bernie: lui era una persona che veniva dalle gare, era nato con le gare. Poi si è trasformato in un businessman e ha saputo capire cosa poteva diventare la Formula1 e l’ha trasformata nel tempo. Perché se oggi la Formula 1 è così lo si deve a Ecclestone. Non è che ci sono stati altri al posto suo. Ecclestone l’ha creata e lui conosceva benissimo pregi e difetti di un mondo così complesso, perché aveva a che fare con i dirigenti, i tecnici, i piloti, con gente che voleva fare business e altri che invece volevano vincere. Metterli tutti insieme non è stato facile. Gli uomini di Liberty Media non li conosco e quindi non li posso giudicare. Di sicuro, al momento, non possono valere quanto Ecclestone perché non hanno la sua esperienza.

Ha visto la tribuna Vip? Con Putin seduto a fianco di Ecclestone e il solo Ross Brown accanto a loro?

L’ho vista, l’ho vista. E questo è il riconoscimento per un uomo che ha creato questa Formula 1 facendola diventare lo sport numero 1 al mondo, secondo soltanto ai Mondiali di calcio, che arrivano ogni 4 anni. Non so se mi spiego…

Ma oltre a Giovinazzi c’è qualcuno che potrebbe essere pronto per la F1?

Giovinazzi non lo conosco abbastanza bene, ma posso dire che è un ragazzo che, come me, è partito dal basso, dal nulla ed è arrivato sin dove è arrivato.. Comunque vada, la sua avventura sarà un successo. Molto dipenderà da lui, dalle sue capacità, ma è altrettanto vero che dovrà avere anche un po’ di fortuna, che in questo mondo non deve mancare mai. Mi sento solo di augurargli tanta fortuna perché riesca non solo a mantenere il posto di pilota italiano in F1, ma che sia da traino per tutto il movimento del motorsport.

Lei ha corso anche un campionato in Formula E. Pensa che il futuro sia l’elettrico?

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Formula E - Trulli

Credo che il futuro sia l’ibrido. Il full electric può essere applicato solo in casi dove è conveniente. Penso che vogliano venderci una cosa che non è fattibile. Credo che l’elettrico sia attuabile in determinate circostanze, in spazi ristretti e all’interno delle città. Comprare una macchina elettrica per farne un uso quotidiano e darla, ad esempio, a un rappresentante, è pura follia. Facciamo un esempio. Cosa succede, a casa sua, se accende il forno, poi la lavatrice e infine una lampadina? Cha salta l’elettricità. Ora pensate di fare la stessa cosa con 6 milioni di automobili (o anche di più) che tutte insieme si attaccano alla rete elettrica. Secondo lei è possibile?

No, per me fanno un botto…

E questo per me è un grande punto interrogativo.

Chiudiamo con Jarno Trulli imprenditore: lei produce vini di grande qualità, conosciuti ormai in tutto il mondo. Ma la F1 non le manca un po’?

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Podere Castorani,  produzione vino Trulli

La tranquillizzo subito. La Formula 1 non mi manca proprio, il mondo del vino mi ha assorbito tanto e mi occupavo di enologia già ai tempi in cui correvo. Oggi la mia azienda è una magnifica realtà. Ma faccio anche altre cose, ad esempio nel campo immobiliare, dove ho fatto dei piccoli investimenti. E poi adesso c’è un altro problema, perché mio figlio, purtroppo, ha iniziato ad andare sui go-kart e seguirlo mi porta via altro tempo.

Scusi, perché purtroppo?

Perché personalmente avrei preferito che non corresse. Ma lui ha provato, gli è piaciuto e tra l’altro le cose gli riescono anche bene, lui si diverte e lo vedo felice.

Il divertimento è il primo passo verso…

No, no, calma. Ha solo 13 anni ed è bene che si diverta.

Verstappen è arrivato in Formula1 a 18 anni…

Lo so, lo capisco. Ma io le dico che non è sempre giusto…