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BAGNAIA, CAMPIONE VECCHIO STILE

Pecco Bagnaia, Campione del Mondo 2018 Moto2

SkeetGp

Personalmente non ho mai apprezzato i piloti che, appena affacciatisi nel rutilante mondo del motomondiale, come folgorati sulla via di Damasco, si sentono in dovere di passare subito dalla Moto3 alla MotoGP, senza fare la trafila, la  gavetta, chiamatela un po’ come volete, e passare dalle classi intermedie.

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Pecco felice sul podio

Sarà perché sono nato professionalmente nell’era dei Loris Capirossi e Valentino Rossi, ma mi sono sempre piaciuti i piloti che, invece di copiare personaggi come Jack Miller, saltati in MotoGp dalla moto3 (e che ancora oggi stanno cercando la strada per diventare protagonisti) preferiscono fare un passo alla volta, cercando prima di tutto un team che sia più che altro una famiglia, dove sei coccolato quando fai bene, rincuorato quando ti va male e anche, perché no?, “cazziato” a dovere quando fai una stupidaggine.

Di team così ce ne sono in giro. Non tantissimi. E soprattutto non con la professionalità di un team ad esempio come lo Sky Racing Team di Valentino Rossi che proprio pensando al futuro, quando lui non correrà più (e purtroppo accadrà molto presto) ha creato una vera e propria scuola dove allevare i giovani a diventare campioni.

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Lacrime di gioia per Bagnaia

Oggi, per la prima volta da quanto esiste lo Sky Racing Team Vr46, Rossi e i suoi collaboratori hanno raggiunto il loro primo traguardo: portare al titolo mondiale, nella classe moto2, un giovane ragazzotto torinese (nativo di Beinasco), classe 1997, forte, duro, risoluto e a volte spregiudicato quanto basta per imporsi nel mondo delle due ruote: Francesco “Pecco” Bagnaia. Bello, al suo arrivo, quell'inginocchiarsi davanti ai suoi meccanici, compagni di una strada che ha portato alla vittoria e con i quali ha costruito questo successo.

Il matrimonio tra Bagnaia e Sky è una di quelle storie che vale la pena di raccontare. Con i colori del Pecco è cresciuto negli anni, maturando giorno dopo giorno e gara dopo gara, raggiungendo quest'anno l’apice della sua giovane carriera. Per il debutto del progetto Sky VR46 nel Mondiale Moto3 del 2014 era stato scelto proprio Francesco Bagnaia, tra i primissimi piloti ad entrare a far parte della celebre "Academy di Tavullia". Poche settimane più tardi Pecco, reduce da una problematica stagione d'esordio in Moto3, prese parte al primo test privato ad Almeria, iniziando un percorso nei piani originari destinato a durare nel tempo.

In moto 3 il pilota chivassese vive una strana stagione fatta di alti e bassi, senza raccogliere punti. Con la KTM il feeling non è mai dei migliori, ma riesce comunque a dar prova del proprio valore in diverse occasioni. Nel 2015   passa al team Aspar in sella ad una Mahindra, restando comunque parte integrante della Academy di Valentino, chiude 14° e in Francia sale per la prima volta sul podio. L’anno seguente vince due Gp, chiude 4° in campionato ma il Team decide che il ragazzo è pronto per salire di categoria, in Moto2. Visto il fisico di Bagnaia, restare in moto3 non avrebbe più avuto nessun senso.

Il resto è storia molto recente: nel 2017 debutta in Moto2 ed è subito Bagnaia show:  primo podio alla quarta gara (2° a Jerez), bis pochi giorni più tardi a Le Mans, altri due podi tra Sachsenring e Misano. Vince il titolo di Rookie of the Year, primo passo per il trionfale campionato di quest’anno, con 8 successi all’attivo (prima di Valencia), due secondi posti, tre terzi e il titolo iridato in tasca.

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La moto di Pecco non si riaccende

I preparativi per la festa gli sono stati taciuti sino alla fine della gara, ma il suo team ha costruito a tempo di record un box in pista, lui si è infilato dentro e mentre si cambiava la tua i meccanici gli hanno rifatto la livrea della moto di sana pianta. Bellissima idea anche se la realizzazione ha portato via un po’ di tempo. Peccato che la moto non si sia più riaccesa causa un sensore che mette il mezzo in "protezione" quando viene spenta in modo irregolare.

“Ora la MotoGp con il n° 63”. Gli ci vogliono 10’ buoi per riprendersi al parco chiuso. Asciugate le lacrime, abbracciato tutto e tutti, Pecco confida: “Sì, una emozione grande. Sono contento che ci fosse tutta la mia famiglia e la mia fidanzata. La sensazione è strana da spiegare e ancora adesso secondo me non ho ben focalizzato il fatto di aver vinto il campionato. L’unica cosa che posso dire è che tutti noi insieme siamo campioni del mondo ed è bellissimo. Adesso nelle mie statistiche c’è scritto miglior risultato: primo e campionati del mondo vinti: 1, è ancora più bello. In Australia non abbiamo gestito benissimo il nervosismo. Abbiamo voluto strafare invece di lavorare come al solito".

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Luca Marini trionfatore a Sepang

"Qui invece siamo partiti con un’altra mentalità e abbiamo puntato a vincere. Maro (Luca Marini) oggi era impossibile da battere e si è meritato la vittoria in tutto il weekend molto più di me. Io avevo qualcosa di più importante da fare. È stato giusto non strafare, quando ho visto arrivare Oliveira l’ho fatto passare senza problemi. Poi mi sono messo dietro tranquillo: Pasini sapevo non avrebbe fatto stupidaggini, o almeno lo speravo. Quando vedevo che si avvicinava troppo rispingevo un po’ per allungare. È stata una gara di controllo, a parte l’inizio quando ho cercato di togliermi dal gruppone. Da quando mancavano 12 giri ho capito che avevamo allungato ed eravamo abbastanza tranquilli. Alla fine credo che sia fondamentale in questo sport essere razionali e non strafare quando non si può strafare. Abbiamo fatto tutto bene, sbagliando solo due gare in Australia e Argentina, per il resto siamo stati sempre forti. Adesso finalmente posso pensare alla MotoGP.  Il numero che ho scelto sarà il 63: 21+21+21. Rappresenta il mio percorso di crescita e mi sembra adatto”.

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Valentino bacia il fratello Luca, alla sua prima vittoria

Il rimpianto di Rossi. Vale oggi è dibattuto tra un grande rimpianto e la gioia per la prima vittoria di suo fratello e per il mondiale di Pecco: "Bisogna essere bravi a dividere le emozioni. Dopo una gara come quella della Moto2, nella quale mio fratello ha vinto per la prima volta e Bagnaia il suo primo Mondiale, una persona normale dovrebbe mettersi a sedere per tre o quattro ore. Io invece ho dovuto fare la gara. Sapevo che se avessi vinto, sarebbe stata una giornata storica, forse una delle più belle della mia carriera. La delusione è grande, ma almeno abbiamo vissuto il sogno fino a tre giri dalla fine. Se fossi stato tutta la gara terzo, mi avrebbe dato meno gusto. Però la delusione rimane, stanotte e domani sarà dura”. E conclude con una battuta, ridendo: “Bisognerà nascondere tutte le corde e gli sgabelli per evitare che faccia qualche stupidaggine!".