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LE TRISTI FAVOLE DELLA FORMULA 1: STORIE DI CAVALLI E CAVALIERI

Vettel vince in terra Mercedes

Sala Stampa F1

Once upon a time, c'era una volta, più semplicemente...il classico incipit dei più classici racconti di dame e cavalieri, il via alla narrazione dell'epopea di imperituri regni, di gesta eroiche e trionfi in battaglia. Ma anche la storia di tristi principi, di reali disfatte, di favole senza lieto fine.

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British GP, vince Vettel

In molte discipline sportive la competizione è feroce, la lotta per il potere, per il comando è senza quartiere, il rispetto degli avversari viene molto spesso dimenticato; il povero De Coubertin non riesce a trovare pace nel suo eterno riposo. Ed anche le più semplici norme di comportamento, educazione ed affini, vengono lasciate in soffitta; i campioni dello sport, di sovente elevati a fulgidi esempi pedagogici, troppo spesso cadono rovinosamente, e non solo in senso figurato. Il mitico terzo tempo, ovvero quel momento di conviviale socializzazione al termine delle varie contese, utile a calmare gli animi e a stemperare le tensioni tra i giocatori ed avversari, di origine anglosassone casualmente, ultimamente viene allegramente calpestato.

Rispetto dell'avversario, cestinato; rispetto delle regole e del cerimoniale, dimenticato. La liturgia di rotolanti e doloranti calciatori in preda ad incredibili quanto indifendibili raptus agonistici, sinora ha fatto pochi proseliti. Ma da che mondo e mondo, accusare il giudice, l'arbitro, l'avversario di losche manovre, di dolose trame, di indebiti favoritismi, beh trattasi di pratica vetusta quanto becera.

E guarda un pò, quando nella tranquilla terra d'Albione, nel dorato regno del monarca Luigino IV a bordo del suo argenteo destriero si insinua una rossa puledra italica dal forte temperamento guidata dal biondo principe teutonico Sebastian IV, che rischia di pensionare il dominus britannico, bastano alcuni episodi, fortuiti e non voluti, del gioco parte, e non cercati, per far scoppiare un bel putiferio.

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Arrivabene -Wolff

Bocca mia taci, dovrebbe essere il mantra degli addetti ai lavori dello sport in talune occasioni; invece no: bla bla car in liberta', insulti ed accuse a briglie sciolte; l'hanno fatto apposta, ci hanno danneggiato scientemente, ci sono venuti addosso, si vergognino, non si fa cosi'....D'accordo, per 2 volte nelle ultime 3 gare nelle fasi di partenza 2 Ferrari hanno speronato 2 Mercedes, nella Formula 1 ci sta e c'è sempre stato, a parti invertite e non solo. Non si tratta di lesa maesta', ma di cose che capitano. Certo, se accade nel maniero di casa Hamilton&Mercedes, l'evento non passa inosservato ed ha ben altra risonanza; ma ricorrere al piu' classico e becero degli insulti, riassumendo, "italiani mafia", beh, non ci siamo, affato.

Da parte di chi, poi, ha giganteggiato nelle ultime stagioni, maramaldeggiando in pista e vincendo tutto quanto c'era da vincere, la cosa non ci piace. Incomincia a vacillare il dominio anglo-tedesco, ed il gigante comincia a randellare a destra e a manca. Italians do it better, spesso e volentieri, ma senza secondi fini, e reconditi significati. E la Ferrari ha la storia, lunga e gloriosa dalla sua parte. Sbagliare si puo', criticare pure, sia ben inteso, ma entro limiti invalicabili. Che rombino i motori, ma tacciano i detrattori.      

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