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HAMILTON V, IL CANNIBALE VEGANO HA IL TITOLO IN MANO


Sala Stampa F1

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Hamilton vince il JapaneseGP 2018

Hammertime in salsa nipponica, nuovo trionfo per un Hamilton grandi numeri che come da copione parte al meglio, saluta la compagnia e conquista in scioltezza, nonostante preoccupati quanto fantasiosi team-radio specialità della casa quando è annoiato, il sesto trionfo nelle ultime 7 contese avvicinandosi sempre più al pokerissimo mondiale.

Primo matchball a disposizione di Luigino nel prossimo Gran premio in territorio americano, Austin, dove basterebbe relegare Vettel a 8 punti di distanza per festeggiare l'ennesimo titolo, meritato e purtroppo, conquistato in scioltezza nella seconda parte di stagione. Una Formula 1 con sole 2 scuderie impegnate nella lotta al vertice, e con 4 piloti impegnati per l'alloro iridato solo nel primo terzo di campionato, la dice lunga sul tedioso e ripetitivo canovaccio di quella che dovrebbe essere la massima espressione del mondo dei motori.

Lo strapotere delle frecce d'argento è stato comunque devastante, nonostante le prestazioni odierne delle vetture di Maranello non siano da buttare, e fanno probabilmente recriminare ancor di più sulle occasioni sprecate. Ha sofferto nella seconda parte di gara solo Bottas, rallentato da un blistering alle gomme posteriori che hanno fatto avvicinare Mad Max, ma tale è la superiorità Mercedes che gli scarichi del finlandese sono stati l'unico panorama per il `pilota Redbull sino alla bandiera a scacchi.

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JapaneseGP 2018 . Vettel /Verstappen

Gli avversari di queste ultime stagioni, Vettel e la Ferrari, hanno definitivamente alzato bandiera bianca nella gara di Suzuka, nonostante un gran rimonta in due atti causa frustrata da una brutta qualifica, ieri, e da un Verstappen kamikaze ritrovato in gara oggi, che ha fatto a sportellate prima con Raikkonen poi con Sebasian, danneggiando lievemente le rosse ma determinandone pesantemente il destino, almeno sull'asfalto nipponico in una domenica che ha visto poi l'olandese volante chiudere nuovamente a podio.

Divertimento, soprassi e sportellate nelle retrovie sin dalla partenza, d'altro canto i risicati distacchi sul giro secco registrati quest'anno nella classe media, lasciava presagire esiti cruenti sullo stretto nastro d'asfalto dell'autodromo di Suzuka tanto amato dai piloti. Pronti via ed il solito Magnussen ne fa una delle sue in rettilineo, zigzag con frenata sull'arrenbante Leclerc che fortunatamente, speronandolo, gli taglia solo la gomma posteriore i cui detriti, insieme ai resti della toccata Verstappen-Raikkonen, causano l'unica Safety Car di giornata.

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Leclerc 

Leclerc protagonista in positivo per un altra gara all'insegna di sorpassi da urlo e dell'ennesima prestazione eccellente, in negativo per altrui negligenza, come il maldestro tentativo, riuscito in parte, di speronamento fratricida da parte di Ericsson alla frenata dell'ultima chicane, che probabilmente ha danneggiato la sua Sauber, e che lo ha costretto al ritiro.

Primo dei mortali un Perez concreto e gagliardo, settimo, che ha preceduto lèunica Haas sotto la bandiera a scacchi, quella di un Grosjean comunque sempre un pò troppo evanescente. Missione Top 10 compiuta anche per la seconda Pantera Rosa, con Ocon nono a precedere un Carlos Sainz che ha salvato l'onore Renault con una prestazione tosta ed un punticino in saccoccia.

Ma le non nuove lamentele via radio del giovin Verstappen, le scadenti prestazioni velocistiche delle monoposto giallonere, le McLaren che non si muovono neanche con un monsone a favore, fanno intendere chiaramente come la cavalleria transalpina, e non solo, stia rallentando oltremisura le vetture di Enstone e Woking. Che già soffrono di loro causa aerodinamica fallata da inizio stagione.

Se poi si guarda alle promettenti ToroRosso Honda di ieri, anche se il crono in qualifica di Gasly e Hartley è stato sopravvalutato da molti viste le condizioni ambientali, e le si confronta con la scialba prestazione ordierna del duo faentino quasi subito scomparsi dai radar nelle posizioni che contano, in casa Redbull non si dormono certo sonni tranquilli in vista della motorizzazione giapponese del prossimo anno.

Il plus di potenza sciorinato sul tracciato di casa dalla Honda non si è praticamente visto, e se dopo aver annichilito gli anni scorsi una complice McLaren oggi disperatamente persa nell'oblio, non si vuole "rallentare" la corsa dei tori di Milton Keynes verso le alte vette iridate, urge ben altro sotto i cofani Redbull per non trovarci dai primi chilometri dl 2019 con una protagonista in meno.

E con un Hamilton ed una Mercedes possibili dominatori anche dell'anno che verrà. Poi ci sarà il fatidico 2020, la fine della Concordia, il difficile rinnovo dei patti e possibili cambiamenti e rivoluzioni tuttora in alto mare. Come l'arrivo di nuovi costruttori e motoristi.    

 

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