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GRAN BAZAR FORMULA 1 ED I SALDI DI FINE STAGIONE

Hamilton , Bottas - Abu Dhabi 2017

Sala Stampa F1

Coi titoli e relativo champagne in ghiaccio e le bacheche di Brackley gonfie come gli orgogliosi petti dei ragazzi Mercedes, le solite diatribe senza soluzione di continuità tra i banditi della pista e commissari vari, con una F1 alla ricerca di solide realtà smaltendo sogni improbabili, si avvicina l'ultimo giorno di scuola tra i banchi di sabbia e le sfarzose locations di Yas Marina, Abu Dhabi, scintillante quanto noioso epilogo della stagione 2018.

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Lewis Hamilton

Mai come quest'anno al suono della campanella, allo sventolare dell'ultima bandiera a scacchi, distribuiti gli ultimi punti e voti dell'anno, ci saranno emozionati saluti, sentiti ringraziamenti, sentimentali arrivederci, ipotetici addii, promozioni, cambi di classe e casacca, nell'atmosfera da mille e una notte degli Emirati, con giochi di fuochi artificiali e colori sgargianti a fare da contrappunto a convenevoli e valige pronte, liberi tutti per vacanze e futuri, nuovi orizzonti.

Solo Mercedes e Haas manterranno status quo e coppia piloti, 3 dei quali dovranno dare e fare molto di più, gli altri con operazioni già concluse o di prossimo compimento, hanno cambiato, e tanto. Una Formula 1 che cambia e si svecchia, che vede arrivare giovinotti di belle speranze e partire un fuoriclasse come Alonso. Che rimescola carte in chiave tecnica, umana e tecnologica, che cerca un domani agonisticamente più combattutto ma che dovrà fare i conti con risicati cambiamenti in settori e uomini che lo avrebbero necessitato.

Già in passato ho espresso la mia su cosa andrebbe davvero fatto in F1 per ridare smalto alla massima categoria del motore; si aggiunga, via Charlie ed i suoi angeli diabolici, commissari fissi per l'intera stagione, più PU e sviluppo durante l'anno, basta parco chiuso e ritorno al warm up domenicale. Magari il venerdì un solo turno di libere, tanto la prima sessione è praticamente inutile.  Ok arrivino nuove locations asfaltate, ma di grazia evitiamo tracciati dall'improponibile layout, piatti, insulsi, senz'anima, con rettilinei che neanche un pista d'atterraggio. E poi le gomme, gioie e dolori, che cambieranno colori e spessori, ma che spero mutino davvero pelle e consistenza per migliorare lo spettacolo monocorde e monopitstop.

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Kimi Raikkonen - Sauber Alfa Romeo

Chi cambia entrambi i piloti: Sauber, dopo la rivoluzione marchiata AlfaRomeo e gli arrivi di Resta e Vasseur che hanno cementato e migliorato assai le prestazioni portando la scuderia elvetica a lottare per punti pesanti con costanza, rivoluziona il parco piloti, con Leclerc promosso in rosso ed Ericsson che volerà nella Indy, non gradendo il ruolo di comodino nel 2019. Le derelitte falangi britanniche in disarmo Williams e Mclaren, senza denari e con speranze di ripresa ridotte all'osso, cambiano tutto o quasi; a Grove salutono Stroll ed i dollari canadesi, Smedley e la sponsorizzasione Martini, l'effimero Lance e quasi sicuramente Sirotkin a meno che il russo riassicuri il sedile a suon di rubli. Di certo, per ora, c'è l'arrivo di George Russell grazie alla motorizzazione e benevolenza Mercedes, il più papabile tra i candidati a compagno del britannico l'anno prossimo è Kubica; tutti vogliamo rivedere il buon Robert in Formula 1, ma ho timore che non rivedremo più, se non parzialmente, le mitiche gesta del driver polacco.

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Fernando Alonso

In quel di Woking la confusione regna sovrana; Alonso scappa a gambe levate dalla categoria che lo ha visto protagonista, ed esasperato alquanto nelle ultime stagioni, per 17 anni, e si dedicherà a tanto altro, in primis la caccia alla Triple Crown con l'obbligato ritorno ad Indianapolis. La papaya mecchanica non ha reso, è marcita rapidamente, giusto il contrario dell'andamento in pista. Anche il buon Vandoorne, nonostante la presenza del suocero Gil de Ferran al muretto, cambia aria, e categoria, sbarcando in Formula E. Lando Norris e Carlos Sainz le guide 2019 per McLaren, cui ha fatto male, malissimo un certo vuoto di potere e gestionale, l'incessante andirivieni a livello tecnico e manageriale, l'insipienza nello sviluppare una monoposto all'altezza. Arriva anche Fernley, ed Force India, destinato alla direzione del progetto Indy: ma scusate, perchè mettere un personaggio con sola esperienza in F1 a capo della sezione stelle e strisce, dove tra l'altro si correrà la sola 500 Miglia di Indianapolis nel 2019, mentre il buon De Ferran con pedigree esclusivamente a stelle e striscie rimane al timone della gestione Formula 1? Mah, ho sentore che molto lontano non andranno, a meno che per mere questioni di gardening, i ruoli dei due non vengano prossimanente invertiti. E mentre resta ancora avvolto dal mistero l'arrivo di James Key, annunciato ma non ancora definito. L?uomo che potrebbe rilanciare, progettualmente, lo storico team britannico.

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Ricciardo - Renault 2019

Ferrari, Redbull, Renault, Racing Point Force India e ToroRosso sostituitanno uno dei due piloti attuali, oltre ad avvicendamenti per alcuni a livello dirigenziale. Finiscono traiettorie importanti, iniziano nuove avventure per lo stagionato Raikkonen ed il frustrato Ricciardo; R come ripartenza, ricominciare, risorgere, ritornare a vincere. Il finnico in rosso a fare da chioccia al rientrante Giovinazzi, che riporta l'Italia in pista, con cui ha condiviso simulatore e box in stagione. L'australiano dal sorriso che non conosce confini ha deciso quest'estate di abbandonare la Redbull che tanto gli ha dato ma che anche molto gli ha tolto, con un compagno di squadra via via più ingombrante, su cui a Milton Heynes hanno deciso di concentrare forze e attenzioni.

Manterrà la motorizzazione Renault che tanti mal di testa gli ha provocato e parecchie delusioni nell'ultimo biennio gli ha causato, raggiungendo Hulkenberg in una scuderia, quella giallonera transalpina, che proprio in questi giorni ha cambiato il boss della gestione sportiva, con l'arrivo di Thierry Koskas al posto di Jerome Stoll. E dove sarà maggiormente operativo Marcin Budkowki, il cui arrivo dalla Fia aveva creato non poche polemiche.

La nuova proprietà delle Pantere Rosa, con relativo cambio di denominazione a stagione in corso, porta con sè danaro fresco ed un nuovo compagno per il confermatissimo Sergio Perez. Quel Lance Stroll, misteriosamento ancora non ufficializzato, che dovrà dimostrare finalmente al volante della Racing Point Force India di non essere solamente il classico figlio di papà, un pilota con la valigetta, ma in grado di sfoderare prestazioni decenti, almeno.

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Kvyat - Toro Rosso

La ToroRosso 2018, laboratorio di sviluppo della buona Honda in prospettiva Redbull 2019, perde il buon Gasly che per gli affari di famiglia diventa titolare al fianco dello scomodo e scatenato Verstappen. A Faenza torna il figliol prodigo Kvyat, maltrattato, retrocesso ed abbandonato le passate stagioni al cui fianco potrebbe essere riconfermato l'algido Hartley. Mi aspettavo di più dal motorista nipponico al quarto anno dal rientro nella massima categoria. La scommessa Redbull sulla motorizzazione giapponese per i prossimi anni presumo sarà perdente, almeno all'inizio prevedo più dolori che gioie, ed il rischio di veder sparire i tori dai radar delle prime posizioni è alquanto quotato.

Toccherà alla Ferrari, nuovamente e solamente, cercare di mettere la parola fine alla dittatura Mercedes, con una coppia di piloti che potrebbe scoppiare, viste le sviste e la mancanza di nerbo di un Vettel vieppiù deludente che dovrà vedersela con un arrembante giovanotto di belle e conclamate speranze, quel Leclerc protagonista di una stagione, quella che sta per chiudersi, eccellente. Un grattacapo in più per la nazionale rossa, ma un manico vero, veloce e vincente in prospettiva. Da subito, checchè ne dica e pensi il buon Arrivabene, che pare confermato nonostante venti di tempesta al comando del muretto Ferrari. Resta da capire se gli ultimi attriti e polemiche porteranno il buon Mattia Binotto a restare o a cambiare aria, per una scuderia che in un nefasto 2018, nonostante la miglior Ferrari in pista da qualche tempo a questa parte, ha perso anche la guida del Presidente Marchionne, a mio giudizio fattasi sentire pesantemente.

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