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DUE PESI E DUE MISURE

Incidente Ocon - Verstappen , Brazil GP 2018

Sala Stampa F1

Le regole sono uguali per tutti? In teoria bisognerebbe rispondere di sì, salvo poi trovarsi di fronte ai fatti di San Paolo e constatare che non è sempre così.

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Lite Verstappen-Ocon

L’episodio Verstappen-Ocon è stato l’apice di tutto, con il pilota francese che prima ha rovinato la gara dell’olandese che si avviava al successo, poi è stato “punito” con 10 secondi di penalità.

Ma come 10 secondi? Un doppiato che prova a sdoppiarsi è già un’anomalia, ma se lo fa tirando la staccata al leader della corsa, toccandolo e mandandolo in testa-coda, beh, la sanzione poteva e doveva essere ben diversa. Non meno di una bandiera nera, con annessa squalifica per la gara successiva.

Questo avrebbe fatto una direzione gara seria e competente.

Il problema, però, va ricercato 24 ore prima del fattaccio. Sabato, infatti, era stato Lewis Hamilton a finire nel mirino della critica per aver ostacolato il russo Sirotkin durante le prove (e anche prima non era stato del tutto esente da colpe con Raikkonen), mandandolo con due ruote sull’erba nel tentativo di schivare la Mercedes del campione del Mondo che gli aveva pericolosamente tagliato la strada.

“Ma era nel suo giro di lancio, non in quello per la qualifica”, si è giustificata la direzione corsa, facendola passare liscia a Hamilton. Ecco, questo è il punto.

Due pesi e due misure. Con l’aggravante di voler a tutti i costi trovare una giustificazione (in questo caso il fatto che quello del russo non fosse un giro lanciato), senza valutare la pericolosità della manovra in sé. 

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Vettel ostruisce il passaggio a Sainz

La mente torna così al gran premio d’Austria, quando Vettel prese tre posizioni di penalità in griglia per aver ostacolato Sainz. Che però lo scagionò totalmente: "Vettel non si è reso conto che stavo sopraggiungendo. Il team avrebbe dovuto avvisarlo, lui non ha colpe", disse lo spagnolo. Niente da fare, i commissari furono rigidi e non accettarono scuse: "Rivedendo gli episodi analoghi occorsi dall'inizio del 2016 – scrissero nella nota -, una penalità di tre posizioni è in linea con quanto deciso negli altri casi".

Ah, ecco. Quindi esistono “altri casi” da cui trarre spunto? Perché le ipotesi sono due: o i precedenti valgono per tutti, oppure non devono esistere per nessuno.

Tornando alla gara di San Paolo, quindi, se Hamilton fosse stato penalizzato come meritava, probabilmente anche la sanzione a Ocon sarebbe stata in linea con la gravità del suo gesto, mentre quei 10 secondi sembrano un buffetto di rimprovero e nulla più. In Brasile, evidentemente, sono tutti più buoni.

Cosa diversa è la reazione di Verstappen e gli spintoni al francese nel dopo corsa (punizione: due giorni di lavori socialmente utili presso la Fia, mah…), frustrazione di chi al danno ha aggiunto anche la beffa. Brutto gesto, certamente, ma più comprensibile di quello di un doppiato (in odore Mercedes nel 2020…) che tiene giù il piede senza alcuna ragione.

Per la cronaca Ocon è finito 15esimo a un giro dal vincitore.

Ma con dieci secondi di penalità. Non saranno stati troppi?

 

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