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CAVALLINO…SBANDANTE


Sala Stampa F1

Una volta il cavallino era “rampante”, adesso è diventato “sbandante”. Nel senso letterale del termine, ovvero che sta sbandando, andando alla deriva.

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Sebastian Vettel

Non si può altrimenti definire l’immagine della Ferrari dopo il gran premio del Giappone, in assoluto il punto più basso raggiunto quest’anno dalla scuderia di Maranello.

Il sabato è stato semplicemente disastroso, con la figuraccia in mondovisione del box che ha prima mandato in pista i piloti con le gomme intermedie da pioggia su pista ancora asciutta, poi ha messo le coperture da asciutto su un tracciato ormai bagnato. Un disastro. Arrivabene, furente con i suoi come mai lo si era visto prima, ha definito la cosa “inaccettabile”, ma al di là delle definizioni il problema è capire come la Ferrari si sia potuta ridurre così, implosa su se stessa nelle ultime gare come nemmeno nelle peggiori stagioni scorse.

Qualcuno ha parlato di fratture interne, qualcun altro di un box nel panico, altri ancora di una bussola andata persa non appena si è capito che la Mercedes stava prendendo il largo, proprio nella stagione in cui sembrava che il gap con i tedeschi fosse stato definitivamente colmato.

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Vettel - Verstappen

In gara non è andata certo meglio, con Vettel ancora una volta protagonista in negativo. Lo scontro con Verstappen (poco importa capire se c’era o non c’era lo spazio per infilarsi, ogni pilota difenderà sempre la propria scelta) è l’ennesimo episodio di una stagione da dimenticare, in cui l’elenco di errori (suoi o del team) si aggiorna impietosamente di gara in gara. Ancora una volta ha tentato l’”all in”, ma ancora una volta il colpo non gli è riuscito e si è ritrovato a dover ricostruire una gara.

Inutile consolarsi con la furente rimonta del tedesco, perché lo abbiamo ripetuto spesso: con il divario che c’è in pista chiunque tra Mercedes, Red Bull o Ferrari si ritrovasse in fondo al gruppo avrebbe sempre e comunque i mezzi per arrivare tra il terzo e il sesto posto.

La Rossa si è persa, nei piloti, nel muretto, negli uomini ai box. Se vincere aiuta a vincere, perdere fa sempre più male, perché mette in mostra limiti e difetti di tutti. Sembra che dopo la scomparsa di Marchionne qualcosa in Ferrari si sia rotto, con una squadra persa nei propri dubbi e circondata da pensieri sempre più neri di un’altra stagione da secondi.

Il titolo di Hamilton non è più in discussione.

In discussione, semmai, c’è tutta la Ferrari, con tante decisioni dolorose che qualcuno dovrà prendere.

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