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TONY ARBOLINO, NUOVI ORIZZONTI NEL MONDIALE MOTO3: “QUEST’ANNO HO VOLUTO ALZARE L’ASTICELLA”

Arbolino, Australia 2017 - Team Sic58
Arbolino, Australia 2017 - Team Sic58
Arbolino, Giappone 2017 - Team Sic58
Arbolino, Giappone 2017 - Team Sic58
Arbolino, Argentina 2018 - team Marinelli Snipers
Arbolino, Argentina 2018 - team Marinelli Snipers
Arbolino, Mugello 2018 - team Marinelli Snipers
Arbolino, Mugello 2018 - team Marinelli Snipers
Arbolino, CEV 2016
Arbolino, CEV 2016
Arbolino, team Marinelli Snipers, 2018 - Moto3
Arbolino, team Marinelli Snipers, 2018 - Moto3
Arbolino, team Marinelli Snipers, 2018 - Moto3
Arbolino, team Marinelli Snipers, 2018 - Moto3
Arbolino, team Marinelli Snipers, 2018 - Moto3
Arbolino, team Marinelli Snipers, 2018 - Moto3

Pianeta Giovani

Diciotto primavere festeggiate lo scorso 3 agosto all’apertura delle ostilità per il Gran Premio della Repubblica Ceca di scena sul circuito di Brno, decimo round del Mondiale Moto3, Tony Arbolino ha   incredibilmente già trascorso quattordici anni in sella a una motocicletta da corsa, dai primi approcci in minimoto alle vittorie nell’Europeo MiniGP che lo hanno ben presto portato ad esordire nel Campionato Italiano Velocità posto sotto l’egida della Federazione Motociclistica nazionale.

In questo contesto altamente formativo il pilota originario di Garbagnate Milanese, circa quindici chilometri a nord dal centro di Milano, è riuscito nell’impresa di arpionare, nel 2014, il titolo PreMoto3 125 2T complice una stagione trionfale alla corte del team SIC58 Squadra Corse di Paolo Simoncelli.

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Arbolino Team Sic58 , 2017 Giappone

Rimasto fedele alla scuderia di proprietà del papà del compianto SuperSic, Arbolino ha proseguito il suo percorso di crescita agonistica disputando due stagioni nel CEV prima del debutto nel Motomondiale divenuto realtà nel 2017 con un paio di punti conquistati nel selettivo panorama della Moto3. Il 2018 è coinciso con l’approdo del promettente rider lombardo alle dipendenze del team Marinelli Snipers: per lui quattro piazzamenti nelle zone nobili della classifica con il picco di due settimi posti a Le Mans e al Mugello oltre alla magistrale pole position conquistata nelle qualifiche del Gran Premio d’Argentina.

A ridosso del Gran Premio d’Austria in programma sul tracciato del Red Bull Ring nel weekend che precede di pochi giorni il Ferragosto, SkeetGP ha chiesto ad Arbolino, attualmente diciannovesimo in graduatoria, di delineare una carriera in progressiva ascesa la cui naturale vivacità potrebbe preludere a riscontri degni di nota nelle restanti tappe di un Mondiale Moto3 come di consueto molto combattuto.

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CEV 2016

Tony, come è avvenuta la tua prima presa di contatto con le minimoto?

È successo tutto un po’ per caso: avevo soltanto quattro anni quando mio padre mi ha portato a girare in un circuito. Ovviamente non sapevo bene cosa stavo facendo e non potevo certo immaginare quanto quell’esperienza mi avrebbe cambiato la vita, poi però ho continuato di categoria in categoria fino a disputare, dal 2017, il Mondiale Moto3. Inizialmente non c’era l’obiettivo di diventare un pilota, più che altro è stata la curiosità di bambino a spingermi a provare. Nel 2005, a cinque anni, ho vinto la mia prima gara Junior della Uisp sul tracciato di Pomposa, nel Ferrarese, e da quel momento in avanti si può dire che i risultati sono arrivati di conseguenza.

La tua famiglia ti ha sostenuto in questa scelta?

Sì, assolutamente, anche se né mio padre né mia madre erano dei grandi appassionati di motociclismo. In un certo senso mi si è presentata un’occasione e io, pur essendo giovanissimo, ho deciso di coglierla al volo scoprendo ben presto il mestiere che avrei voluto fare da grande.

Come fai a conciliare gli impegni scolastici con l’esigenza di scendere in pista nei weekend?

Fino al primo anno nel Motomondiale non ho avuto problemi di sorta. Frequentare le lezioni non era un’impresa impossibile, anche perché le gare del CEV spagnolo non interferivano troppo con gli studi. All’esordio in Moto3, nel 2017, le cose sono cambiate: adesso la scuola, tra test, gare, impegni con gli sponsor e briefing tecnici, sarebbe un impegno eccessivamente gravoso, quindi ho scelto di proseguire da privatista. In particolare, mi affascinano le lingue, che possono tornare molto utili nel paddock del Motomondiale.

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Tony Arbolino, CIV  Premoto3, 125cc 2T, 2014

Nel 2014 hai dominato il CIV PreMoto3 125 2T con la compagine del papà di Marco Simoncelli, continuando a difendere i colori della sua squadra anche nelle successive tre stagioni spese tra il cosiddetto Mondiale Junior, nel biennio 2015-2016, e l’esordio nel Mondiale Moto3 avvenuto appunto una stagione addietro. Cosa ti ha lasciato la militanza nel team SIC58 Squadra Corse?

La decisione di continuare così a lungo con il team di Simoncelli è stata mia: dopo la conquista del titolo nel CIV PreMoto3 125 2T, che mi ha fruttato sei vittorie di tappa, un secondo e due terzi posti, abbiamo affrontato insieme le difficoltà di un palcoscenico internazionale qual è il CEV Moto3 salvo poi passare nel Motomondiale su una Honda NSF250R. Arrivati a quel traguardo, però, ho percepito che era giunto il momento di cambiare aria per abbracciare una nuova sfida.

Quest’anno, alla tua seconda stagione consecutiva nei ranghi della Moto3, sei un pilota del team Marinelli Snipers. Cosa ti ha spinto ad optare per la compagine con sede a Pesaro?

Il team con cui ho disputato il Mondiale Moto3 nel 2017 non era più quello dell’anno precedente vissuto nel CEV. In buona sostanza, mi sono trovato in una situazione nella quale ho dovuto ricominciare da capo, cosa che a mio parere può verificarsi soltanto quando si cambia squadra. È stato molto difficile da digerire e così quest’anno ho deciso di alzare ulteriormente l’asticella rimescolando un po’ le carte.

Qual è finora il bilancio della tua stagione e a quali obiettivi guardi in vista delle prossime gare del Motomondiale?

In alcune circostanze le cose hanno girato per il verso giusto, mentre in altri frangenti non tutto è andato come mi aspettavo. Di concerto con il team Marinelli Snipers sto lavorando per concretizzare quel piccolo step che manca per stare là davanti ed entrare stabilmente in zona punti da qui alla fine della stagione.

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Arbolino, Team Marinelli Snipers, Argentina 2018

Cosa hai provato dopo la pole position conquistata nel Gran Premio d’Argentina sulla pista di Termas de Río Hondo?

È stata una bella soddisfazione perché in un primo momento sono sceso in pista con gli pneumatici nuovi che non mi hanno aiutato a piazzare la zampata decisiva, poi una volta tornato sul circuito montando gomme già usate ho messo insieme un ottimo giro tanto da poter partire davanti a tutti la domenica. La mia prima pole position nel Motomondiale ha pertanto avuto un sapore ancora più speciale.

Ritieni di avere un feeling particolare con la pista che sorge nei pressi della nota cittadina termale argentina?

No, nel complesso il circuito di Termas mi piace, tuttavia se devo scegliere tra le piste inserite nel calendario del Motomondiale ho altre preferenze. A mio avviso il tracciato toscano del Mugello è il più divertente, ma apprezzo molto anche il circuito delle Americhe di Austin, in Texas, dove gareggiano pure i piloti di Formula 1.

Cosa c’è dietro un weekend di Moto3 vissuto a stretto contatto con i grandi campioni della MotoGP?

L’atmosfera è fantastica perché a questo livello tutti i piloti sanno di avere l’opportunità di misurarsi con i migliori riders del pianeta. Naturalmente, appena scendo dalla mia moto, so anche di dovermi relazionare con un mondo popolato da tecnici, manager, giornalisti del settore e via dicendo; alle volte, nonostante la tensione tipica del weekend di gara, si presenta anche l’occasione di scambiare qualche impressione con i campioni blasonati che corrono nella MotoGP. La consapevolezza di essere parte integrante di questo «circo» regala comunque delle sensazioni che sono difficili da spiegare.

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Tony Arbolino Official FanClub

Dal punto di vista manageriale sei sotto l’ala protettiva della società Greyhound Racing di Marco e Angelo Tacca. Quanto è importante avere dei buoni manager che si occupano della tua carriera?

Direi che l’apporto di un buon manager è fondamentale in questo mestiere perché così facendo io posso concentrarmi sugli aspetti cruciali del weekend di gara, dall’individuazione del migliore set-up per la moto all’interpretazione ottimale del circuito, mentre il mio staff è impegnato a lavorare dietro le quinte curando al meglio l’immagine dei piloti che segue e i rapporti con gli sponsor. 

Il tuo fan club ufficiale organizza abitualmente attività mirate ad incrementare il numero di appassionati interessati a seguirti sui circuiti del Mondiale Moto3. Cosa puoi dirmi di questa iniziativa? 

Quello del fan club è un progetto molto bello soprattutto quando si allestiscono eventi e c’è l’opportunità di ritrovarsi tutti insieme a parlare di motori ma non solo. È un punto di ritrovo che mi trasmette tanto entusiasmo. Chi desidera tesserarsi può farlo a Garbagnate Milanese, presso la pizzeria «La pizza è… una cosa nostra», o a Nerviano, sempre in provincia di Milano, alla cornetteria di notte. La mia intenzione è di continuare su questa strada all’insegna della convivialità e del divertimento.

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