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TATIANA CALDERÓN, TERZO PILOTA SAUBER F1: “PIÙ DONNE CONSAPEVOLI DELLE PROPRIE CHANCES”

Tatiana Calderon, Jenzer, test GP3 Jerez 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, test GP3 Jerez 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, test GP3 Jerez 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, test GP3 Jerez 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, test GP3 Jerez 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, test GP3 Jerez 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, Barcelona Test 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, Barcelona Test 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, Barcelona Test 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, Barcelona Test 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, Barcelona Test 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, Barcelona Test 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, Barcelona Test
Tatiana Calderon, Jenzer, Barcelona Test
Tatiana Calderon, Jenzer, test GP3 Jerez 2018
Tatiana Calderon, Jenzer, test GP3 Jerez 2018

Pianeta Giovani

Costantemente nelle posizioni nobili della classifica nell’ultimo turno di prove pre-stagione di scena a Montmelò, in Spagna, quale antipasto al pronti-via del campionato GP3 Series 2018, Tatiana Calderón si prepara ad affrontare la sua terza annata consecutiva nella serie propedeutica che utilizza le Dallara GP3/16 spinte da propulsore Mecachrome.

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Tatiana Calderon, terzo pilota Alfa Romeo Sauber Team 2018

Dopo le esperienze nelle fila dei team Arden e Dams, maturate in seguito a una già lunga gavetta iniziata sui kart da giovanissima e proseguita in Star Mazda Championship, Formula 3 Open e Formula 3 europea non senza qualche altra puntata in categorie addestrative di minore risonanza, la 25enne driver colombiana originaria di Bogotà si è accasata da Jenzer Motorsport conquistandosi anche il ruolo di terzo pilota dell’Alfa Romeo Sauber F1 Team diretto da Frédéric Vasseur.

SkeetGP l’ha intervistata per meglio comprendere i meccanismi che hanno condotto una intraprendente ragazza diplomata alla scuola privata multilingue Colegio Helvetia di Suba, località del distretto di Bogotà, a sfidare i colleghi uomini in pista inseguendo anch’essa il sogno di un sedile da titolare in Formula 1.

Tatiana, nella tua vita hai giocato a calcio, tennis e sperimentato l’equitazione. Quando e perché hai deciso di intraprendere una carriera nel motorsport?

Sì, premetto che amo fare diversi sport, quindi ne ho provati tanti prima di scegliere quello che è diventato la mia professione. Mi sono subito innamorata delle corse ed è successo nel mio Paese natale, in Colombia, appena salita su un kart all’età di nove anni. Da allora non ho più smesso.

È stato semplice ottenere il supporto della tua famiglia? Quali sacrifici hai dovuto sostenere per muovere i primi passi nelle corse?

Di sicuro non è stato facile, ma grazie a Dio mio padre è un appassionato di motorsport e di conseguenza non ho dovuto faticare troppo per portarlo dalla mia parte. Ho poi insistito molto nei miei propositi fino a quando anche mia madre si è convinta. I miei genitori hanno compreso la mia passione e mi hanno supportato in ogni aspetto di questo difficile viaggio. Non li ringrazierò mai abbastanza. Ai tempi della scuola mi sono sempre dovuta impegnare tanto sui libri perché andavo spesso alle gare e dovevo avere buoni voti per poter proseguire nell’attività agonistica. Alla fine mi sono diplomata con lode e sono molto orgogliosa di questo. Ho lasciato la famiglia al termine della scuola e per me si è trattato di un periodo particolarmente duro; non sapevo cucinare né gestire altre situazioni quotidiane, pertanto inizialmente è stato una specie di shock. Volevo correre e non mi sono più voltata indietro. Facendo questo mestiere si viaggia così tanto che non c’è tempo per gli amici o altri divertimenti, ma non rimpiango nulla, sono felice di fare ciò che amo di più nella vita.

Nella tua carriera hai gareggiato in tante categorie addestrative per giovani piloti. Qual è stata la tua migliore stagione finora?

La mia stagione migliore risale al 2014 nel campionato europeo di Formula 3. In quell’anno ho conquistato punti importanti e un bel quinto posto in Belgio, sulla mitica pista di Spa-Francorchamps, misurandomi con colleghi del calibro di Ocon e Verstappen, oggi entrambi in Formula 1.

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione 2018 di GP3 Series al via nel secondo weekend di maggio a Barcellona in concomitanza con il Gran Premio di Formula 1?

Difenderò i colori del team Jenzer Motorsport e sono consapevole di avere i mezzi per lottare subito per il podio e possibilmente per la vittoria. Vorrei che la zona punti diventasse una piacevole abitudine.

Quest’anno ricopri anche il ruolo di terzo pilota alla corte del team Alfa Romeo Sauber. Quali sono i tuoi rapporti con i piloti titolari Ericsson e Leclerc?

Mi trovo bene sia con Marcus che con Charles. A dire la verità non li vedo così spesso e durante i fine settimana di gara entrambi sono molto impegnati a lavorare con la squadra, ma collaboriamo in maniera efficace. Ho gareggiato contro Leclerc in Formula 3 europea e in GP3, quindi posso dire di conoscerlo bene anche come avversario. Il fatto di essere stata promossa dal team nelle vesti di terzo pilota nel marzo 2018 dopo un 2017 vissuto da development driver significa che a un certo punto della stagione guiderò la C37. Spetterà alla squadra decidere quando ed io nel frattempo avrò il compito di fornire alla Sauber una buona ragione per mettermi alla prova.

Cosa vuol dire per te rappresentare la Colombia nel motorsport? Nel complesso i tuoi connazionali seguono le corse?

Sono davvero onorata di portare nel mondo i colori del mio Paese. I colombiani mi hanno sempre supportata e sono convinta che anche grazie alle imprese di Juan Pablo Montoya in Formula 1 la passione per questo sport sia ulteriormente cresciuta.

Cosa ti senti di dire agli addetti ai lavori o ai piloti che vorrebbero un campionato di Formula 1 alternativo dedicato esclusivamente alle donne?

Corro contro gli uomini da tutta la vita e non ho mai avuto l’impressione di non poterli battere in pista. Abbiamo diverse ragazze che competono a buoni livelli in svariate categorie del motorsport e personalmente penso che è solo questione di tempo, prima o poi avremo di nuovo una donna al via di un Gran Premio. I tempi sono cambiati e adesso c’è solo bisogno della giusta opportunità affinché una ragazza possa mostrare il suo talento.

Puoi dirmi qualcosa di più in merito al tuo ruolo di ambasciatrice in “Dare To Be Different”, l’iniziativa promossa dall’ex test driver di Formula 1 Susie Wolff che si pone l’obiettivo di ispirare le donne intenzionate a lavorare nell’industria del motorsport?

Si tratta di un grande progetto che vuole promuovere tutte le aree del motorsport e mostrare alle ragazze quante e quali possibilità ci sono per avviare e consolidare una carriera nel mondo delle corse. Ricordo che la mia passione si è sviluppata in modo molto semplice e naturale: sono andata su una pista di kart, ho acquistato un biglietto per effettuare qualche giro in pista e a quel punto non avrei più voluto tornare ai box. Le ragazze hanno bisogno di capire che ciò è possibile e  “Dare To Be Different” intende trasmettere a tutte questo messaggio. Il progetto sta incontrando un notevole successo e cresce a ritmi vertiginosi. Da quest’anno “Dare To Be Different” ha raggiunto l’Australia; la Germania è il prossimo obiettivo. È un’iniziativa fantastica e sono sicura che nel prossimo futuro vedremo sempre più ragazze impegnate a gareggiare sui circuiti di tutto il mondo.

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