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SOFIA PERUZZI, DA RALLY ITALIA TALENT AL MONDIALE IN SARDEGNA: “PER FARE LA NAVIGATRICE SERVONO CALMA E SANGUE FREDDO”

Sofia Peruzzi  e Andrea Nori
Sofia Peruzzi  e Andrea Nori
 Abarth 500 R3T, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
Abarth 500 R3T, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
 Abarth 500 R3T, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
Abarth 500 R3T, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
Sofia Peruzzi 
Sofia Peruzzi 
Sofia Peruzzi e il suo Team, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
Sofia Peruzzi e il suo Team, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
 Abarth 500 R3T, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
Abarth 500 R3T, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
 Abarth 500 R3T, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
Abarth 500 R3T, ACI Rally Italia Talent 2017/2018
Sofia Peruzzi  e Andrea Nori
Sofia Peruzzi  e Andrea Nori
Sofia Peruzzi  e Andrea Nori
Sofia Peruzzi  e Andrea Nori
Sofia Peruzzi 
Sofia Peruzzi 

Pianeta Giovani

Ne resterà soltanto uno! Da una celebre frase del film «Highlander - L’ultimo immortale», forte di un cast di stelle del cinema capeggiato da Sean Connery e Christopher Lambert, sembra prendere idealmente le mosse il format di ACI Rally Italia Talent 2017/2018. L’iniziativa, giunta quest’anno al giro di boa della quinta edizione, al termine di prove selettive teoriche e pratiche ha incoronato Sofia Peruzzi trionfatrice tra i navigatori e Andrea Nori al top tra i piloti tanto da consegnare all’inedita coppia del traverso una fiammante Abarth 500 R3T ufficiale impiegata quale premio sugli sterrati del Rally Italia Sardegna andato in scena nell’isola dei Quattro Mori dal 7 al 10 giugno 2018.

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Sofia Peruzzi

Un equipaggio veneto al cento per cento quello formato da Peruzzi e Nori, provenienti rispettivamente da Montecchio Maggiore e Bassano del Grappa, nella provincia di Vicenza, con pregresse esperienze nel comparto dei rally per entrambi, navigatrice e pilota, vincitori della classe RC3 e trentaduesimi assoluti al traguardo del porto di Alghero nonostante gli intoppi accusati a Tula (perdita di un bullone) e Monte Lerno (uscita priva di conseguenze) che ne hanno  inevitabilmente rallentato la cavalcata pur costituendo esperienze formative ai fini della crescita agonistica.

SkeetGP ha intervistato Sofia Peruzzi, ventitre anni d’età, per capire cosa può spingere una ragazza animata da diverse passioni a eleggere i rally quale territorio di caccia personale tanto da decidere di iscriversi a un Talent patrocinato dall’Automobile Club d’Italia con l’obiettivo di scovare le nuove promesse italiane della specialità che rese grandi nel mondo personaggi della statura di Miki Biasion e Tiziano Siviero, veneti anch’essi e da sempre accostati all’epopea del marchio Lancia.

Sofia, i rally sono una tradizione di famiglia?

Sì, esattamente, infatti ho ereditato la passione da mio papà, Mauro Peruzzi, che negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso ha disputato numerosi rally nazionali e mondiali facendo sia il navigatore che il ricognitore. Mio papà ha lavorato a fianco di tanti piloti conosciuti del calibro di Franco Cunico e Vittorio Caneva operando per diverse squadre ufficiali impegnate nel Mondiale.

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Sofia Peruzzi  e Andrea Nori

Come è avvenuta la tua prima presa di contatto con una vettura da rally?

Sono salita su una macchina da rally all’età di soli quattro anni! In quella circostanza seguivo mio papà a una gara e lì, a quanto pare, è scattato in me l’amore per questa fantastica disciplina.

Perché hai scelto di fare la navigatrice e non la pilota?

La verità è che il fatto di potermi accomodare sul sedile di destra mi ha sempre intrigato: da navigatrice ho il controllo della situazione, spetta a me stabilire come, quando e cosa deve fare il pilota avendo l’opportunità di imprimere il ritmo della prova speciale con il mio tono di voce. A differenza di ciò che si potrebbe pensare è il navigatore e non il pilota a svolgere il compito più delicato.

Nel settembre 2014 hai esordito in una gara ufficiale al Rally di Bassano leggendo le note a Giulia De Toni. Come è andata quella tua prima esperienza in un rally?

La prima gara assoluta affrontata con Giulia ha rappresentato per me un’esperienza bellissima; eravamo entrambe molto emozionate visto che si trattava della prima uscita per tutte e due, eppure siamo riuscite a costruire un’ottima intesa, in automobile e fuori, tanto da disputare assieme il Campionato Italiano Rally edizione 2015 su una Peugeot 208 R2. Condividendo l’abitacolo abbiamo legato molto e siamo diventate grandi amiche. In macchina, poi, abbiamo instaurato un rapporto perfetto: io e Giulia ridevamo e scherzavamo di continuo senza contare che sulla linea di partenza di ogni prova speciale avevamo sempre qualche aneddoto buffo da raccontarci.

Cosa occorre, secondo te, per essere un buon navigatore di rally?

A mio parere un navigatore deve primariamente possedere molta calma e sangue freddo per tenere tutto sotto controllo e facilitare in un certo senso il lavoro del pilota. È importante conoscere a menadito i regolamenti così da potersi districare bene nelle varie situazioni che si presentano sfoggiando inoltre una buona dose di spirito di adattamento: non è insolito, infatti, che ci si debba sporcare le mani per cambiare uno pneumatico trascorrendo magari dodici ore in macchina con il pilota.

Nei rally hai dei punti di riferimento o delle persone alle quali ti ispiri?

Sicuramente il più grande punto di riferimento è mio papà Mauro.

Con Andrea Nori, anch’egli classe 1995, all’ultimo Rally Italia Sardegna hai difeso i colori di ACI Rally Italia Talent su una Abarth 500 R3T ufficiale. Come è scaturita la decisione di iscriverti al Talent? Inoltre, come si è svolta la selezione che ha decretato te e Andrea vincitori?

Mi sono iscritta ad ACI Rally Italia Talent quasi per gioco. Dopo una selezione regionale, una semifinale a Siena e la finale decisiva di Ortona dello scorso aprile, durata tre giorni, ho vinto la classifica assoluta e la classifica Licenziati arpionando così il sogno di disputare il Rally Italia Sardegna, gara valida per il campionato del mondo rally. La tre giorni di Ortona, andata in scena sul Circuito Internazionale d’Abruzzo, è stata particolarmente impegnativa: tra prove scritte, cronometro, tecniche e notturne ho dovuto mantenere alta la concentrazione fino a centrare in pieno l’agognato obiettivo.

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ACI Rally Italia Talent 2017/2018

Ritieni che il progetto Rally Italia Talent possa aiutare concretamente i giovani piloti e navigatori ad avere una chance per correre?

Sicuramente il Talent ideato dall’ex pilota di rally Renzo Magnani costituisce un’opportunità unica nel suo genere per aiutare i giovani che hanno già corso oppure no a emergere in un contesto particolarmente probante. Detto ciò, per me è stato parimenti esaltante conoscere di persona e potermi confrontare direttamente con i grandi campioni della specialità che hanno vestito i panni degli esaminatori dispensando tantissimi consigli utili per chi sogna di fare questo mestiere.

Quali sensazioni hai provato sul sedile di destra al Rally Italia Sardegna?

Disputare il Rally Italia Sardegna ha significato realizzare un sogno. È stata un’emozione indescrivibile avere la possibilità di correre assieme a tutti i grandi piloti e navigatori del Mondiale che ho sempre ammirato in televisione. Ho vissuto sulla mia pelle sensazioni fantastiche perché, oltre alla sfida relativa alla gara vera e propria, il pubblico presente in Sardegna faceva un grande tifo chiedendo anche a me e Andrea Nori autografi e fotografie. Con l’occasione mi preme ringraziare Magnani, deus ex machina di ACI Rally Italia Talent, ma anche Gigi Pirollo e Giandomenico Basso, che ci hanno fatto da tutor e sono diventati dei grandi amici. Fondamentale è stato il supporto di Giovanni Bernacchini, direttore sportivo della divisione racing del gruppo Abarth, di Yokohama per gli pneumatici performanti, di Stilo che ci ha fornito i caschi e le cuffie, di HRX per le tute e l’equipaggiamento, dell’assistenza particolarmente efficiente e di Simone Scattolin, noto navigatore che mi ha riempita di mille consigli e suggerimenti durante le giornate del Rally Italia Sardegna. Un ringraziamento speciale va poi alle persone che mi sono state vicine e a papà Mauro, il mio primo tifoso. 

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 Abarth 500 R3T, ACI Rally Italia Talent 2017/2018

Cosa ti riserverà il prosieguo della stagione 2018?

In programma ho altre corse sia a livello regionale che italiano. A fine stagione confido di essere presente al Monza Rally Show, ma è decisamente prematuro fare annunci in tal senso.

Chi è Sofia nella vita quotidiana?

Abito a Vicenza, studio Giurisprudenza all’università di Verona e uno dei miei obiettivi è quello di diventare un magistrato. Rally a parte, ho diverse passioni: mi piace la barca a vela tanto da avere conseguito da poco la patente nautica oltre le dodici miglia, amo l’immersione subacquea e adoro gli animali.

 

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