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SHARON SCOLARI, LA SVIZZERA UN PO’ ITALIANA AL VIA DELLA F.RENAULT 2.0 NEC

77 - Sharon Scolari, ScoRace Team - F.Renault 2.0 NEC
77 - Sharon Scolari, ScoRace Team - F.Renault 2.0 NEC
77- Sharon Scolari, ScoRace Team - F.Renault 2.0 NEC
77- Sharon Scolari, ScoRace Team - F.Renault 2.0 NEC
77- Sharon Scolari, ScoRace Team - F.Renault 2.0 NEC
77- Sharon Scolari, ScoRace Team - F.Renault 2.0 NEC
GT Lotus Cup Europe - Le Mans 2017- Sharon Scolari sul podio a Le Mans
GT Lotus Cup Europe - Le Mans 2017- Sharon Scolari sul podio a Le Mans
Sharon Scolari - Lotus Cup Europe 2017
Sharon Scolari - Lotus Cup Europe 2017
Sharon Scolari
Sharon Scolari
Sharon Scolari, ScoRace Team - F.Renault 2.0 NEC
Sharon Scolari, ScoRace Team - F.Renault 2.0 NEC

Pianeta Giovani

Determinata e sospinta dalla passione per il mestiere di pilota. Per Sharon Scolari, ventitreenne driver della Svizzera italiana, non è questione di essere uomini o donne, quanto piuttosto di amare indiscriminatamente il proprio lavoro tanto da sposare un’inedita avventura con le formule, nella fattispecie la F.Renault 2.0 NEC che corre perlopiù sulle piste che ospitano o hanno ospitato in passato il Mondiale di Formula 1, dopo due anni intensi e forieri di emozioni, non sempre positive, nella Lotus Cup Europe.

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Sharon Scolari

La ragazza di Sant’Antonino, nel distretto di Bellinzona, svela ai microfoni di SkeetGP obiettivi, speranze e progetti alla vigilia di una stagione 2018 che per lei scatterà dall’esaltante circuito cittadino di Pau, nella Francia pirenaica, il 12-13 maggio, al volante di una Tatuus schierata dal team di famiglia ScoRace. Perché affrontare un campionato di respiro internazionale in monoposto non significa soltanto preparare al meglio il weekend di gara ma anche doversi preoccupare di budget e rapporti con gli sponsor.

Sharon, cosa ti ha convinta ad abbracciare una nuova sfida nelle ruote scoperte in Formula Renault 2.0 NEC?

Correre in monoposto è sempre stato il mio sogno. Ci sono arrivata adesso perché in precedenza, complice l’elevato budget necessario per competere con le formule, rappresentava una sfida economicamente impossibile da sostenere. Ho voluto scegliere una categoria di livello europeo qual è appunto il Northern European Championship di F.Renault 2.0 visto che in calendario ci sono tracciati del calibro di Pau, Monza, Spa-Francorchamps, Budapest, Nürburgring e Hockenheim. Gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi due anni in Lotus Cup Europe mi hanno convinta a cambiare aria sperimentando qualcosa di nuovo in un contesto di livello internazionale.

Quest’anno correrai su una Tatuus dello ScoRace Team. Tuo padre ti segue sempre alle gare?

Sì, gareggerò con il team di famiglia dove ogni componente ha un ruolo ben definito. Mio padre rappresenta la punta dell’iceberg e continuerà a trasmettermi la sua esperienza weekend dopo weekend.

Tra i sei circuiti che ospiteranno le tappe della F.Renault 2.0 NEC quale ti si addice di più?

Sicuramente quello di Spa-Francorchamps. Il tracciato delle Ardenne mi ha sempre riservato fantastiche sorprese quando correvo su vetture a ruote coperte, di conseguenza mi auguro di proseguire il trend positivo con il passaggio alle formule. Qui mi sono sempre trovata a mio agio e sono anche curiosa di scoprire le differenze di gestione nella compressione Eau Rouge-Raidillon tra una monoposto di 210 cavalli spinta da un motore Renault e la Lotus da me utilizzata fino all’anno scorso nella categoria Open del monomarca dedicato alle vetture britanniche.

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GT Lotus Cup Europe - Le Mans 2017- Sharon Scolari sul podio a Le Mans

Nel 2017 hai corso nella Lotus Cup Europe sfiorando appunto il titolo Open. Ti senti ancora la vincitrice morale del campionato in virtù dell’episodio controverso avvenuto alla ripartenza dell’ultima gara a Le Mans?

Sì, alla fine quel verdetto è stato scritto a tavolino ed io non ho avuto la possibilità di presentare ricorso. Il pilota che ha vinto il titolo, inoltre, non si aspettava nemmeno lui di conquistare l’Open come rivelato in una intervista rilasciata alla stampa pochi mesi fa. Adesso però preferisco guardare avanti.

Dove vorresti arrivare nella tua stagione d’esordio in F.Renault 2.0 NEC?

Per me si tratterà di un anno di apprendistato. Il mio obiettivo è quello di imparare velocemente le necessarie regolazioni di set-up della Tatuus, dopodiché potrò pensare a cogliere le migliori occasioni che si presenteranno. I test di preparazione alla stagione 2018 sono andati bene e per quanto mi concerne ho subito trovato un buon feeling con la monoposto. La Tatuus è senza ombra di dubbio l’auto più eccitante che abbia mai guidato nella mia carriera. Con il lavoro ai box e in pista i risultati non tarderanno ad arrivare.

In cosa consiste il progetto da te lanciato sulla piattaforma di crowdfunding “I believe in you”?

È un’iniziativa che vuole fare conoscere la F.Renault 2.0 NEC e mantenere aggiornati i tifosi sulla mia attività di pilota al di là del Ticino e del Nord Italia. L’idea prende le mosse dalla necessità di incrementare il sostegno economico a disposizione del team ScoRace per un campionato 2018 da disputare in monoposto che si preannunciava fin dall’inizio particolarmente oneroso. I costi sono infatti molto superiori rispetto alle categorie a ruote coperte e l’intenzione è quella di offrire un programma concreto a chi crede nello sviluppo della mia carriera. Il progetto si concluderà entro un mese circa e c’è ancora l’opportunità di aderire visitando la pagina Web https://ibiy.net/SharonScolari.

Lo scorso 31 marzo hai presentato a Bellinzona i programmi agonistici 2018 in una serata dal titolo “Io tifo Sharon Scolari”. Cosa rappresentano per te i tuoi tifosi e che rapporto hai con loro?

A mio giudizio i tifosi costituiscono un punto fermo per gli sportivi di qualsiasi disciplina. È importante scendere in pista con la giusta carica di adrenalina e soltanto l’affetto dei supporters può regalare questa sensazione. Quest’anno, poi, complici le numerose attività social messe sul piatto dal gruppo Renault Sport per promuovere i propri campionati, i tifosi potranno relazionarsi con noi piloti praticamente in diretta utilizzando Facebook, YouTube e altre piattaforme dedicate.

Cosa diresti a una ragazza intenzionata ad intraprendere la carriera di pilota?

Le direi innanzitutto di non farsi scoraggiare dalle voci e dagli stereotipi con cui inevitabilmente dovrà fare i conti soprattutto ai primi approcci nel motorsport. Le solite storie relative al binomio donne e motori sono dure a morire, ma il segreto è che il rispetto bisogna guadagnarselo in pista indipendentemente dal sesso. Se ci sono la passione e l’impegno per quello che fai non vedo problemi di sorta. Superate le diffidenze iniziali, i colleghi più navigati vedranno nella ragazza in questione un avversario come tutti gli altri, quindi un pilota e non una donna che corre.

Da pilota con passaporto svizzero, cosa pensi del ritorno di una competizione automobilistica nel Paese elvetico complice l’ePrix di Zurigo in programma il 10 giugno 2018? In ottica futura, la Formula E ti attrae?

È entusiasmante sapere che la Svizzera tornerà quest’anno ad ospitare una gara vera e propria dopo il bando al motorsport deciso in seguito al dramma della 24 Ore di Le Mans 1955 in cui morirono ottantaquattro persone. Il circuito di Zurigo è ovviamente un cittadino come da tradizione per la Formula E, ma al di là di questo sarebbe fantastico per la Svizzera poter disporre in futuro di un vero tracciato permanente sul quale i piloti locali e non solo avrebbero l’opportunità di gareggiare. Mi dispiace soltanto che il progetto di un ePrix a Lugano sia stato accantonato. A mio avviso la Formula E rispecchia i tempi in cui stiamo vivendo ed è questo il principale motivo che spiega l’interesse di tanti Costruttori verso la categoria elettrica per monoposto. Da parte mia salirei molto volentieri su una vettura di Formula E se il budget me lo permettesse. Il mio futuro di pilota dipende certamente dalle mie capacità ma anche dagli sponsor che riuscirò a mettere assieme. Attualmente ho sponsor svizzeri e italiani, ciononostante sono consapevole del fatto che per alzare l’asticella occorrerà una ulteriore iniezione di capitali.

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