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INTERVISTA AD ANTONIO BRUZZONE, DG DI BOLOGNAFIERE

Motor Show Festival 2018
Motor Show Festival 2018
​ Motor Show Festival 2018
Motor Show Festival 2018
Motor Show Festival 2018
Motor Show Festival 2018
Motor Show Festival 2018
Motor Show Festival 2018
Giovinazzi Ferrari 2017
Giovinazzi Ferrari 2017
Passione Classica
Passione Classica
Rovanpera Memorial Bettega
Rovanpera Memorial Bettega

Pianeta Giovani

“IL MOTOR SHOW FESTIVAL PIACERÀ ANCHE AI GIOVANI”

Il logo del Motor Show rimane identico. Viene aggiunta la parola Festival, cui si accompagna la dicitura Terra di Motori, un marchio di fabbrica per la città di Modena rappresentata durante la conferenza stampa andata in scena all’Hotel Principe di Savoia di Milano dal primo cittadino Gian Carlo Muzzarelli.

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Motor Show Festival 2018

«Alcune Case automobilistiche hanno già manifestato il loro interesse», l’assicurazione del sindaco di Modena che dinanzi alla platea incuriosita invoglia i vertici della Scuderia Ferrari di Maranello a muovere le fila del nuovo Motor Show Festival, emanazione dell’ormai defunto Motor Show di Bologna, allo scopo di accendere la fiamma dell’orgoglio in un momento storico molto difficile per i Saloni dell’automobile di matrice europea.

«Lo spostamento da Bologna a Modena va interpretato come un fatto naturale perché nel 2019 il Motor Show traslocherà nella Motor Valley italiana divenendo un evento diffuso, dalla Fiera di Modena al vicino autodromo ubicato in località Marzaglia. Le due città distano soltanto mezzora di autostrada una dall’altra e costituiscono di fatto un solo luogo». Parole importanti quelle pronunciate da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, capaci di sancire in via definitiva il netto cambio di direzione per un Motor Show che non si svolgerà mai più nel quartiere fieristico di Bologna, là dove piantò le tende per la prima volta nel lontano 1976 per opera del fondatore Mario Zodiaco, senza il tempo di consumare un addio consapevole mediante l’edizione programmata dal 6 al 9 dicembre 2018 e poi annullata in vista dell’approdo a Modena dal 16 al 19 maggio 2019.

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Antonio Bruzzone ed Ermanno fRassoni

«Per il Motor Show Festival resta in vigore un piano triennale. La scelta delle date, in primavera, è motivata dall’esigenza di effettuare diverse attività all’aperto confidando in un meteo più clemente rispetto al mese di dicembre in cui si è sempre svolto il Motor Show. Abbiamo optato per una manifestazione più snella, spalmata non a caso su quattro giornate, perché la precedente formula del doppio weekend risultava troppo impegnativa per gli espositori». Antonio Bruzzone, direttore generale di BolognaFiere, si presenta al pubblico nelle vesti di deus ex machina del nuovo Motor Show Festival: classe 1967, manager di lungo corso nel settore fieristico nonché forte di incarichi prestigiosi nei poli espositivi di Genova, Roma e appunto Bologna, il dg ligure accenna a un budget di circa due milioni di euro per il primo anno spiegando che l’inserimento nelle manifestazioni OICA  (Organizzazione internazionale di costruttori di veicoli a motore) andrà probabilmente ridiscusso.

SkeetGP ha incontrato Bruzzone a margine della conferenza stampa milanese per meglio delineare le prossime mosse del fu Motor Show, d’ora in avanti ribattezzato Motor Show Festival - Terra di Motori, che si pone l’ambizioso obiettivo di raccogliere l’eredità della storica kermesse felsinea in presenza di un contesto sfidante e di presupposti profondamente diversi dalle precedenti sortite.

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Motor Show Festival 2018

Bruzzone, fino a pochi giorni fa sembrava tutto confermato: il Motor Show si sarebbe tenuto come sempre nei padiglioni della Fiera di Bologna, anche se in formato ridotto dal 6 al 9 dicembre 2018, alternando la parte statica a quella dinamica. Poi, dopo le indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni, la conferma del trasloco a Modena in ottica 2019. Cosa ha spinto BolognaFiere a prendere questa decisione?

Il punto è che si sono sposate un paio di esigenze, la prima di natura tecnica e la seconda legata all’opportunità. Il quartiere fieristico bolognese, infatti, deve raggiungere i duecentottantamila metri quadrati espositivi in tempi contrattualizzati e di conseguenza abbiamo dovuto accelerare la realizzazione del progetto rispetto a quanto preventivato in un primo momento. In secondo luogo, ci siamo resi conto che un appuntamento più aperto e non circoscritto in una sorta di recinto, capace di andare a contaminare il territorio emiliano, può essere di maggiore appeal se paragonato al Motor Show tradizionale.

A Modena il Motor Show cambierà denominazione? Si tratterà del medesimo evento oppure BolognaFiere ricomincerà da zero offrendo un nuovo prodotto?

Quello del Motor Show è un marchio molto forte e sarebbe stato un peccato doverne fare a meno. Mi preme sottolineare che il brand Motor Show si fonde con la parola Festival diventando per essere più precisi Motor Show Festival - Terra di Motori. L’intenzione è di conservare i principi fondanti della kermesse con alcune novità che verranno introdotte nel nuovo contesto modenese.

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Motor Show Festival 2018

Non è un mistero per nessuno che i Saloni dell’auto, anche quelli più blasonati, stanno faticando parecchio per raggiungere la quadratura del cerchio e convincere le grandi Case automobilistiche ad investire i propri soldi in eventi un tempo ritenuti essenziali per presentare alla stampa e ai potenziali compratori la loro offerta. Secondo lei assisteremo presto alla fine dei Saloni dell’auto?

Se facciamo un parametro con altri settori fieristici, solitamente le fiere di riferimento sono una per continente. Nell’Europa odierna vige infatti il mercato unico e, in ottica futura, ritengo che a prevalere su tutti sarà un solo Salone dell’automobile. Oggigiorno bisogna per forza vestire il ruolo di evento leader a livello europeo perché non c’è più lo spazio necessario per avere diversi competitors. In un mondo così globale vanno presi alcuni accorgimenti: con il meccanismo innescato dal Motor Show Festival, complice il posizionamento a Modena che è la città fulcro della Motor Valley nonché la capitale italiana del motore, riteniamo di avere imboccato la strada giusta.

Il padiglione The World of Motorsport proposto nel 2017 al Motor Show di Bologna potrà rivivere a Modena? Cosa ne sarà invece del Memorial Bettega che l’anno scorso ha varcato la soglia delle trenta edizioni?

Sicuramente gli aspetti incentrati sul motorsport saranno di importanza centrale nella nuova location del 2019. Per quanto attiene al Memorial Bettega, che non avremmo più potuto ospitare nell’Area 48, zona interessata dall’ampliamento della Fiera, i tecnici ci stanno lavorando perché in questo caso il problema da affrontare è più complicato e va a coinvolgere il calendario. Il Motor Show Festival, infatti, si terrà a maggio e non più a dicembre come avveniva per il Motor Show classico.

*L'ARTICOLO CONTINUA DOPO L'INSERZIONE

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Motor Show Festival 2018

Sul sito Internet del Motor Show, che verrà completamente rinnovato, l’ex direttore operations Rino Drogo, oggi in posizione defilata, affermava: «il mondo cambia e noi abbiamo riorganizzato la manifestazione secondo i canoni del mercato». In sostanza, quali sono secondo lei questi nuovi canoni del mercato?

Il mercato va verso una divisione sempre più marcata tra quella che è la passione dell’utente e le cosiddette commodities. Un Salone dell’auto generalista, per esempio, rispondeva a una logica di commodities, dall’esigenza di offrire vetture per il noleggio a lungo termine alla circostanza in cui è l’azienda ad assegnare al dipendente il mezzo di trasporto. La sfera della passione può invece intervenire positivamente non solo sul fronte sportivo ma anche sul discorso relativo ai veicoli d’epoca, oggi molto ricercati, e in relazione ad altri modi di vivere l’auto e il motore.

A suo giudizio verso quale direzione si orienterà il mercato automobilistico in futuro? Che ruolo avranno le giovani generazioni in questo processo?

Premesso che da anni lavoro nel comparto fieristico e non mi considero un esperto del mercato automotive, a mio avviso il ragionamento da fare è il seguente: anche per i giovani andrà connotata una doppia identità, da un lato quella votata alle utilities come il car sharing e via dicendo, dall’altra quella mossa dalla passione di chi con un’automobile o una motocicletta ritiene di potersi spingere oltre vivendo momenti diversi. Parlando della moto, per esempio, indubbiamente c’è chi la utilizza abitualmente per recarsi sul posto di lavoro, ma non sono pochi coloro che la concepiscono in termini di tempo libero. È una passione che si coltiva, un po’ sulla falsariga di ciò che accada con le auto d’epoca.

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Rovanpera Memorial Bettega

Quanto è cambiato negli ultimi anni il rapporto tra le giovani generazioni e il mondo dell’automobile?

È cambiato tantissimo: un tempo per fare felice un neodiciottenne gli si poteva tranquillamente regalare un corso per conseguire la patente di guida, oggi molto spesso capita che i ragazzi aspettino uno o due anni dopo la maggiore età prima di contattare un’autoscuola. Personalmente sono un grande appassionato di automobili e ricordo che a diciassette anni già sognavo di spegnere le fatidiche diciotto candeline per ottenere la patente di guida. Oggi le cose sono cambiate perché, primariamente, è cambiato il modo di rapportarsi all’automobile.

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Passione Classica

In tema Motor Show c’è da dire che il padiglione Passione Classica ha ricevuto tanti apprezzamenti nell’edizione del 2017, anche e soprattutto dai giovani. Secondo lei i giovani amano le auto storiche?

Certamente le amano, anche se c’è l’aspetto economico da non sottovalutare. Detto questo, il lavoro che in tanti stanno portando avanti per avvicinare i giovani al mondo del classico sta dando i suoi frutti; tutti noi amiamo le cose belle e anche i millennials, magari con un occhio un po’ diverso, non possono non restare affascinati da automobili che trasmettono emozioni e trasudano storia.

Qual è la formula vincente per allestire un grande spettacolo com’era nello stile fondante del Motor Show tradizionale?

Ovviamente il pubblico di riferimento è sempre più smaliziato ed è molto difficile sorprendere la gente in un periodo in cui spesso basta andare su Internet per trovare informazioni e soddisfare di fatto qualsiasi curiosità. Il nuovo Motor Show Festival ha maturato la scelta di portare una manifestazione storica al di fuori della sua zona di comfort contaminando un territorio già molto ricco: a mio parere questa è la via maestra per far arrivare a Modena persone con passioni diverse, non esclusivamente legate al motore, alle quali verrà offerto uno spettacolo di alto livello. Grazie all’impagabile contributo del territorio abbiamo infatti molte frecce al nostro arco, dalla Food Valley alla Wellness Valley che compendiano il discorso inerente la Motor Valley formando un trittico di eccellenze in ambito turistico-economico.

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