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BARTOSZ PAZIEWSKI, UN ROOKIE D’ASSALTO NELL’AUDI SEYFFARTH R8 LMS CUP

Bartosz Paziewski, 2013 Mini Rok
Bartosz Paziewski, 2013 Mini Rock
Bartosz Paziewski, Hokenheim
Bartosz Paziewski, Hokenheim
Bartosz Paziewski insieme con Ermanno Frassoni
Bartosz Paziewski insieme con Ermanno Frassoni
Bartosz Paziewski, Lausitzring
Bartosz Paziewski, Lausitzring
Bartosz Paziewski, Hokenheim
Bartosz Paziewski, Hokenheim
Bartosz Paziewski
Bartosz Paziewski
Bartosz Paziewski, Misano
Bartosz Paziewski, Misano

Pianeta Giovani

“QUI SI IMPARA A RISPETTARE I PROPRI AVVERSARI”

Un finale così in crescendo, forse, non se lo immaginava nemmeno lui. Per Bartosz Paziewski, nato il 4 aprile 2002 a Garwolin, in Polonia, nel voivodato della Masovia, l’ultimo round dell’Audi Seyffarth R8 LMS Cup, campionato erede del monomarca Audi TT Cup andato in scena con epicentro in Germania dal 2015 al 2017 compreso, è coinciso con la meritata conquista delle luci della ribalta complice la vittoria arpionata domenica 9 settembre 2018 in Gara 2 al Nürburgring, sull’altopiano tedesco dell’Eifel, suggello ideale al trionfo nella Junior Class.

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Bartosz Paziewski insieme con Ermanno Frassoni

Rookie di indubbie qualità nel contesto della vivace categoria abilmente gestita dalla società ITR GmbH all’interno del pacchetto DTM, il sedicenne Bartosz ha dimostrato nell’arco della sua prima stagione nel monomarca della Casa di Ingolstadt di possedere le doti giuste per emergere tanto da imporsi anche al Lausitzring vincendo il derby polacco con il coriaceo connazionale Robin Rogalski, giunto alle sue spalle in classifica generale. 

SkeetGP ha intervistato Paziewski scoprendo un ragazzo umile ma determinato che dopo il karting ha scelto di puntare fin dall’inizio sulle ruote coperte fino all’approdo nell’Audi Seyffarth R8 LMS Cup il cui calendario quest’anno ha toccato piste blasonate del calibro di Hockenheim, Lausitzring, Budapest, Brands Hatch, Misano e Nürburgring sempre mantenendo la formula della doppia gara per ogni weekend.

Bartosz, qual è la stata la molla che ti ha fatto scattare la passione per il motorsport fino a spingerti a diventare un pilota da corsa?

Semplicemente, quando ero bambino, adoravo tutto ciò che riguardava le automobili: era mia abitudine andare a cercare le chiavi delle vetture, ammiravo quelle dei genitori dei miei amici e conoscevo a menadito le varie marche.

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Bartosz Paziewski, 2013 Mini Rok

Come hai iniziato?

Quando avevo circa otto anni d’età mio padre ha letto su un giornale che c’era la possibilità di iscrivermi a una scuola di karting in Polonia. Siamo andati assieme presso questa scuola, io ho affrontato alcune tornate al volante di un kart per la prima volta nella mia vita e visto che mi ero ben comportato mi è stato proposto di proseguire. Di lì a poco ho vinto le prime gare nel mio Paese natale, compresa la competizione più importante a livello nazionale, dopodiché con il mio coach abbiamo iniziato a fare qualche trasferta fuori dalla Polonia. Nel karting, tra 60 Mini e Junior ROK, ho disputato quattro finali mondiali in Italia e, sebbene fossi giovanissimo, ho incontrato i ragazzi della Kia Lotos Race nella speranza di potervi correre in futuro. Compiuti i quattordici anni nel 2016, ho finalmente potuto realizzare questo primo sogno con l’obiettivo di provare in gara una vera automobile dopo le stagioni trascorse sui kart. La Kia Picanto in versione racing è una piccola vettura molto divertente da guidare, ha appena un centinaio di cavalli eppure in questo campionato mi sono tolto delle belle soddisfazioni vincendo una volta sul celebre circuito di Monza, in Italia, dopo una rimonta dalla nona posizione. Nel 2017 ho poi conquistato un paio di vittorie nel monomarca Renault Clio Cup Central Europe. 

È stato semplice informare i tuoi genitori sulla scelta di scendere in pista?

Direi di sì, mio padre ha sempre avuto un grande entusiasmo per il motorsport. Quando era un bambino avrebbe voluto gareggiare, ma purtroppo i miei nonni non disponevano delle risorse finanziarie indispensabili per farlo correre. Quando avevo cinque anni o poco più ha capito subito quale sarebbe stata la mia strada.

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Bartosz Paziewski

Cosa puoi dirmi in merito all’Audi Seyffarth R8 LMS Cup? Per i non addetti ai lavori, di che campionato si tratta?

Per me l’ingresso avvenuto quest’anno nel campionato ha rappresentato qualcosa di nuovo perché sono passato dalle battaglie piuttosto rudi e talvolta non proprio indolori di Kia Lotos Race e Renault Clio Cup Central Europe a un ambiente in cui il rispetto dell’avversario viene prima di tutto. Nell’Audi Seyffarth R8 LMS Cup, infatti, occorre essere onesti con sé stessi e con i rivali, altrimenti non si va da nessuna parte. È una delle prime nozioni che ho appreso disputando questo campionato. Per il resto, per avere risultati qui bisogna rasentare la perfezione: il livello dei contendenti è molto alto e nessuno vuole fare regali tra i piloti che frequentano la categoria. L’Audi R8 LMS GT4 è una trazione posteriore diversamente dalle auto da me guidate in precedenza e questo modifica notevolmente l’approccio di guida. La vettura può contare su un motore V10 che sprigiona poco meno di cinquecento cavalli e non è affatto semplice da portare al limite per chi ha poca dimestichezza con questa tipologia di vetture.

Ti piacerebbe un giorno entrare a far parte della famiglia Audi da pilota ufficiale? 

È sicuramente uno dei miei obiettivi, o forse dovrei dire un sogno, ma oggi sembra ancora così lontano! Ho soltanto sedici anni, ciononostante sono convinto che lavorando sodo e portando a casa i risultati che la squadra si aspetta da me riuscirò nell’intento di costruirmi una solida carriera nel motorsport.

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Bartosz Paziewski, Hokenheim

Quali sono stati per te i momenti più memorabili di questa stagione?

Il weekend sulla pista del Lausitzring, in Germania, è stato esaltante perché ho ottenuto la pole position precedendo di appena due millesimi Kris Heidorn, ventinovenne driver originario della Sassonia, che a fine stagione si è aggiudicato la prima edizione del campionato. In gara ho mantenuto il comando delle operazioni ma negli ultimi due giri Kris si è rifatto sotto senza però poter effettuare il sorpasso. È maturata così la mia prima vittoria nell’Audi R8 Seyffarth R8 LMS Cup, cui è seguito un altro trionfo nell’ultimo appuntamento stagionale sulla pista del Nürburgring.

Eri persuaso di agguantare il titolo nella Junior Class? A tal proposito, puoi descrivermi meglio le sensazioni vissute durante la stagione?

Dal quarto posto in classifica generale che occupavo prima dell’appuntamento andato in scena al Misano World Circuit Marco Simoncelli ho fatto dei progressi concreti tanto da lottare fino all’ultimo con l’ungherese Vivien Keszthelyi, mia rivale diretta per quanto attiene alla Junior Class. È stata dura ma ce l’ho fatta, d’altronde il mio obiettivo per ogni weekend era quello di battagliare per il podio e possibilmente per la vittoria.

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Bartosz Paziewski, Misano

Qual è la tua pista preferita?

Domanda difficile! Ci sono circuiti che richiedono maggiore tecnica nella guida e altri dove si va più veloce e servono più incoscienza e istinto per mettere insieme un buon giro. Non credo di poter indicare con precisione il mio tracciato preferito, anche se mi piace Brands Hatch, in Gran Bretagna, perché rappresenta una grande sfida con i tanti saliscendi che lo caratterizzano. Peccato che sulla pista ubicata nella contea del Kent sia rimasto vittima di una foratura in grado di pregiudicare il mio weekend.

 

Oggi sei totalmente concentrato su una carriera nel mondo delle competizioni GT oppure ritieni possa esserci spazio per le monoposto in futuro?  

Onestamente, a dispetto della mia giovane età, penso che sia già troppo tardi per pensare seriamente di impostare da zero una carriera in monoposto. In futuro, però, vorrei svolgere un test su una vettura a ruote scoperte, anche solo per vedere l’effetto che fa e capire come potrei comportarmi con un mezzo completamente diverso da quelli che sono abituato a guidare. Nella vita non si può mai dire. 

 

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