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ROSSI INNAFFIA LA HOSTESS: MA E’ VIETATO!

Valentino Rossi , viola le direttive spruzzando champagne addosso aduna hostess

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Dorna mette tutto a tacere, a Hamilton riservarono un altro trattamento

 

Premessa doverosa: non c'è nessuno scandalo, nessuno ha nemmeno provato a innescare una polemica e tantomeno nessuno ha alzato un grido verso il cielo. Per il momento. Forse perché quanto è successo riguarda l'intoccabile Valentino Rossi, icona del motociclismo mondiale e l'uomo che, dopo aver rinnovato il contratto con il team Movistar-Yamaha fino alla fine del 2020, ha ricevuto elogi da tutto il paddock della MotoGP per via del fatto che "continua ad essere un esempio per giovani e veterani ", come ha ammesso lo stesso Jorge Lorenzo (Ducati) in una dichiarazione del venerdì precedente al Gran Premio del Qatar.

Noi siamo convinti che se la cosa fosse accaduta ad un altro pilota, magari anche più giovane, lo scandalo sarebbe scoppiato ed in modo anche fragoroso.

La notizia: sul podio di Losail, al termine della cerimonia, i piloti hanno stappato lo champagne, (rigorosamente alcohol free visto il Paese ospitante). Mentre Dovizioso e Marquez si sono limitati ad innaffiarsi reciprocamente, Valentino Rossi ha “docciato” copiosamente una delle hostess presenti dopo essere sceso dal podio.

E questo ignorando il divieto tassativo emanato solo due giorni prima durante la riunione dei piloti. Gli organizzatori del Motomondiale, infatti, avevano informato che da questa stagione sarebbe stato vietato qualsiasi gesto sconveniente nei confronti delle ragazze come “spruzzare, docciare e inseguire le ragazze lungo il podio”.

Al rientro dietro le quinte, Dovizioso e Marquez hanno fatto notare la cosa al “Dottore”. Soprattutto Marc che con Valentino ha ripreso ad avere un rapporto sereno e costruttivo, gli ha fatto capire di essere incorso in un errore. Valentino lo ha guardato come si guarda un marziano e, dicendosi dispiaciuto, ha detto che di questa decisione lui non ne sapeva proprio niente.

Anche perché, aggiungiamo noi, venerdì scorso, per la prima volta (visto che partecipa a tutte le riunioni), Valentino non era presente. Nessuno mi ha detto nulla”, ha detto Rossi a Marquez. E in effetti, nessuno lo aveva avvisato, né il suo compagno di squadra Viñales (anche se non aveva alcun obbligo), che era  presente all’incontro dei piloti con gli organizzatori.

Comunque sia, è evidente che l’errore del campione sia stato volutamente minimizzato da parte della Dorna. Una fonte dell’organizzazione, che ha voluto rimanere anonimo, ha ammesso nei giorni scorsi a El Periodico de Catalunya", che il gesto di Rossi è stato “brutto, molto brutto, perfettamente evitabile, sconveniente per un campione e naturalmente da censurare. Ma è altrettanto chiaro che Valentino non sapeva che quello che stava facendo fosse proibito”.

Ma se è chiaro che l’errore è di Valentino Rossi è altrettanto chiaro che la colpa è del team Movistar-Yamaha che, sapendo che il pilota, non presente alla commissione sicurezza venerdì, avrebbe dovuto informarlo del divieto.

La fonte dell'organizzazione ha aggiunto: "A disastro accaduto, dobbiamo riconoscere che forse qualcuno del ‘protocollo-podio’ avrebbe dovuto ricordare il divieto a Rossi, Marquez e Dovizioso, proprio come hanno fatto con i piloti delle due precedenti cerimonie di Moto3 e Moto2, che alle riunione del venerdì non presenziano". 

C’è poi da aggiungere un’altra dimenticanza del team Movistar-Yamaha nei confronti del pilota italiano. Domenica pomeriggio, poco prima del via della classe Moto3, è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Ralf Waldmann e Ivano Beggio, morti la settimana precedente. Tutti i piloti erano presenti tranne Valentino. Cosa che questa volta non è passata inosservata scatenando un bel po’ di domande e commenti sull’accaduto, anche se il rappresentante Dorna ha tenuto ad “assolvere” Valentino proprio perché era all’oscuro anche di questa seconda decisione.

Resta il fatto che Rossi si è “salvato” dall’esposizione mediatica e dalle critiche proprio perché il fatto non è stato ripreso da nessun giornale e da nessun social (finora…).

E pensare che nel 2015, per un gesto analogo, Lewis Hamilton finì sulla graticola dei media di tutto il mondo per aver innaffiato una hostess sul podio del Gran Premio della Cina a Shanghai.

Il campione inglese fu definito dai giornali macho, egoista e sconsiderato, capace di un gesto inappropriato, inadatto ai tempi che corrono, politicamente scorretto e, soprattutto, inutile”. E i social cinesi furono anche più duri, perché a Hamilton riservarono un trattamento ancora più duro:“Un altro esempio di straniero che crede di avere il diritto di fare ciò che vuole con le nostre donne".

hamilton_abril_del_2015_en_shanghai_china.jpg

                                                     Hamilton abril del 2015, en Shanghai (China)

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