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PERCHÉ ROSSI VUOLE ANNIENTARE MÁRQUEZ

Marquez va a scusarsi al box di Valentino Rossi ma viene bloccato da Uccio
Marquez va a scusarsi al box di Valentino Rossi ma viene bloccato da Uccio
Motogp, Argentina: Marc Marquez-Valentino Rossi
Motogp, Argentina: Marc Marquez-Valentino Rossi
Rossi impreca
Rossi impreca
Uccio e Valentino
Uccio e Valentino
Valentino Rossi amareggiato
Valentino Rossi amareggiato

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Uno ha perso il controllo in pista e l'altro è finito fuoripista e in terra. Uno ha dimostrato di essere il protagonista di una delle più grandi rimonte dello sport, una vera prodezza, e l’altro ha approfittato di quanto accaduto per vendicarsi di tutti i mali che il suo avversario gli ha causato negli anni passati.

Uno, Marc Márquez, era uno o due secondi più veloce del resto dei piloti in pista ma avrebbe dovuto meglio valutare la sua forza, la sua potenza, ragionare di più con la testa e avere più pazienza. Probabilmente contro di lui ha giocato anche quanto successo in griglia prima del via che avrà sicuramente influito su di lui fino a portarlo alla eccessiva foga durante la gara.

Ma dall’altra Valentino Rossi avrebbe dovuto accettare le scuse del pilota catalano (dopo averlo ovviamente criticato per i suoi errori) ma mai avrebbe dovuto dire che Marquez è un pericolo per la MotoGP, da quando è entrato nella MotoGp nel 2013. Sia Marc sia il Dottore sono due benedizioni per il campionato e Marquez negli ultimi anni si è dimostrato di gran lunga il pilota migliore, superiore a tutti gli altri, usando il suo stile pulito, vigoroso, aggressivo se vogliamo, ma sempre nella legalità. Cosa che gli ha permesso di vincere 4 titoli mondiali nelle ultime 5 stagioni.

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Marquez va a scusarsi al box di Valentino Rossi e viene fermato da Uccio

Márquez ha riconosciuto di aver sbagliato in Argentina. Ma ha messo l’accento più sull’errore che ha commesso su Aleix Espargaró ("Ero diversi secondi più veloce di lui e non ho misurato bene la distanza"), ma non su quello di Valentino Rossi "perché la mia moto è entrata in una pozzanghera, lo sterzo si è bloccato e ho dovuto rilasciare i freni ", causando la caduta del Dottore".

Pensare, come ha detto Rossi, che Marquez lo abbia fatto apposta, che il suo sia un gesto antisportivo e sleale, dà solo l’idea della sua frustrazione e di quanto si lasci condizionare dalla rincorsa al decimo titolo mondiale che non vince dal 2009 e nel frattempo siano arrivati sulla scena mondiale personaggi come Casey Stoner, Marc Marquez e Jorge Lorenzo che hanno allontanato il suo sogno sino a oggi. E vista la tremenda forza d’animo del pilota catalano, la sensazione è che sarà impossibile per il pilota di Tavullia realizzare il suo sogno.

Rossi non è la persona più indicata per dire che Marquez fa quello che vuole e non ha rispetto per i suoi compagni di squadra. Se qualcuno ha fatto fino ad oggi quello che ha voluto è stato il campione italiano. Sempre. In questo protetto dall'organizzazione della Coppa del Mondo, la Dorna, che lo considera non solo la vera icona di questo sport e dello show televisivo, ma l'immagine stessa della MotoGP.

Piuttosto è stato Valentino Rossi a fare sempre ciò che voleva, come ad esempio nell’ultimo podio in Qatar, quando ha innaffiato le hostess sul palco disobbedendo al divieto imposto da Dorna. E che cosa è successo? Niente. Assolutamente niente.

Quanto alla richiesta di Rossi, Massimo Meregalli e Lin Jarvis di infliggere a Marquez una penalità più grave, bisogna ricordare che in Malesia 2015, quando Rossi ha dato il calcio a Marquez (chiaro che molti in Italia, continuino a pensare che questo non è mai accaduto, ma questo è un altro problema), il campione italiano fu punito facendolo partire dall’ultimo posto in griglia a Valencia ma senza levargli i 16 punti conquistati nella gara di Sepang.

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Istagram di Espargarò

Il comportamento folle di Márquez a Termas de Río Hondo gli è costato il primo “zero” nella stagione. Pochissimi, nel paddock della Coppa del mondo hanno commentato le parole di Rossi su Marquez, anche perché in questo mondo di matti da legare ce ne sono molti, come ad esempio Miller, o Zarco, o Petrucci.

Né Jorge Lorenzo né Maverick Viñales hanno detto una parola. Andrea Dovizioso si è limitato a dire la verità, pura e dura: "Quando sei superiore come Marc era in gara, devi fare le cose con più testa. Marc, in questo senso, ha gestito male la sua superiorità". 

E, se volete conoscere il parere di piloti esperti, leggete quello che ha dichiarato Aleix Espargaró: "Petrucci mi ha colpito molto più forte di Marc e nessuno gli ha detto niente. La sanzione a Marc mi è sembrata giusta. Peccato che a Petrucci nessuno abbia detto niente".
È evidente che nelle parole di Rossi non c'è solo l’intenzione, di mettere Marquez sulla banco degli imputati. C’è invece un grande desiderio di intimidirlo in modo che smetta di correre con l'aggressività che ha e, soprattutto, con la determinazione che mostra in ogni gara.

Nessuno può credere che Marquez, che ha vinto 35 dei 91 Gran Premi disputati, che ha il record di 45 pole position e che è salito sul podio in due gare su tre che corre, vada in pista per intimidire i suoi rivali, colpendoli alle gambe per poi sbatterli fuori pista.

Rossi, 'Uccio', l’inseparabile amico di Valentino fin dall'infanzia, Meregalli e Jarvis hanno ragione a criticare Marquez per il suo comportamento aggressivo domenica scorsa, ma le accuse di "Vale" fanno più parte della sua guerra personale contro il ragazzino che ha occupato il suo trono e che potrebbe sostituirlo come icona del motociclismo mondiale.  

È possibile, invece, che Rossi abbia capito in Argentina quello che il suo connazionale Andrea Dovizioso ha realizzato nel primo Gran Premio della stagione, in Qatar: Márquez e Honda formano una coppia quasi invincibile quest'anno. Va ricordato che 'Dovi' a Doha, in un percorso favorevole per la Ducati su un circuito dove Honda e Marquez hanno sempre avuto problemi, ha potuto battere Marc per una questione di centimetri, pari a 27 millesimi di secondo. “Per starmi vicino – ha detto Dovi – Marc ha dovuto fare qualcosa di irreale. E a momenti ci riusciva”.

 A Termas de Río Hondo (Argentina), l'intera griglia della MotoGP ha realizzato il grande passo in avanti che Marquez e Honda hanno compiuto, al punto che domenica a vincere è stato il britannico Cal Crutchlow, con una moto identica a quella ufficiale. Il predominio di Márquez e della sua nuovissima RC213V è stato tremendo in ogni circostanza: sull'asciutto, sul bagnato, nelle condizioni intermedie, venerdì, sabato e domenica. Era un secondo più veloce al giro rispetto agli altri.
Ha detto bene Dovizioso: "Non ha saputo gestire la sua superiorità". Parole sacrosante, perché l’ardore agonistico ha preso il sopravvento. Ma da qui a trasformarlo in un Diavolo, nel pericolo pubblico n°1 del motociclismo mondiale, c’è un abisso.

Quello stesso abisso che oggi, anno 2018, separa Valentino Rossi da Marc Marquez.

 

*El Periodico

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