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MARQUEZ VINCE PERCHE' NON SMETTE DI IMPARARE

Marc Marquez ,l'invincibile

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Questa è la situazione della MotoGp prima del Gran Premio di Germania: Marc Marquez, che ha vinto 4 degli ultimi 5 mondiali, il campione del mondo più giovane della storia e detentore di tutti i record per precocità, guida la classifica con quattro vittorie (Austin, Jerez, Le Mans e Assen e due secondi posti (Qatar e Barcellona).

Marquez ha un vantaggio di 41 punti (quasi due vittorie) su Valentino Rossi, di 47 su Maverick Viñales, di 59 su Johann Zarco, che non hanno ancora vinto una gara quest'anno. I "ducatisti", il secondo classificato Andrea Dovizioso e il tre volte campione esiliato Jorge Lorenzo, hanno rispettivamente 61 e 65 punti di svantaggio.

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Marquez dimostra una superiorità incredibile

Tutto questo, senza prendere in considerazione che il pilota di Cervera ha già due zeri in classifica, una per la sua dissennata corsa in Argentina dove, se avesse dimostrato più intelligenza e meno ardore agonistico avrebbe vinto la gara, l’altra per la sua caduta al Mugello.

E' chiaro quanto sia evidente la superiorità di Marquez da quando è approdato in MotoGP (lo dimostrano le vittorie in morto2 e moto3 come Valentino Rossi ha fatto prima di lui) il tutto frutto di un potere esercitato da Marc e riconosciuto nelle parole di Dovizioso e, anche se a suo modo, dal “Dottore”: “Marquez ha semplicemente giocato con noi ad Assen, perché se ne è andato quando ha voluto”.

Ma qual è la ragione di questa voracità, di questo desiderio di essere il migliore continuamente, di non rinunciare mai alla vittoria, anche se questo gli costa numerose cadute? Il desiderio di imparare dal campione catalano. Uno dei top manager del team Repsol, ci ha detto che quando hanno chiesto a Márquez se potevano firmare con Jorge Lorenzo, Marc non ha esitato un secondo: "Non potrò mai porre il veto a nessun pilota, a nessun altro, mai! Perché, se è meglio di me, imparerò da lui; e, se non sarà così bravo, io lo batterò".

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Marquez e il suo team, l'unione fa la forza

Emilio Alzamora, scopritore e consigliere di Marc Marquez, al termine del Gp d’Olanda ha detto a ”Radio Catalunya”, la principale stazione radio catalana, che "ciò che mi sorprende, anno dopo anno, è il tipo di sacrifici cui si sta sottoponendo Marc: ogni volta passa sempre più tempo ad allenarsi. Mi sorprende perché, a 25 anni, ha già conquistato tutto e nonostante questo non perde l'ambizione, volendo imparare sempre di più. Questo è ciò che lo rende forte, come il suo stesso team tecnico di cui si è circondato, che dà il massimo quando le cose vanno bene e anche di più quando le cose vanno male. Ci sono molti piloti che hanno un sacco di talento, ma solo con il talento non raggiungi i tuoi obiettivi ".

 

Chiaramente, essendo uno sport basato su un motore, la moto ha anche il proprio valore nella serie di successi che Marquez ha accumulato sinora. Ma c'è anche il sacrificio, la voglia di lavorare e convincere che  lo spirito di squadra è importante. Per questo i capi di Honda Racing Corporation hanno creduto nel pilota catalano e, alla fine, hanno prestato attenzione a quanto diceva per pensare, progettare e costruire una moto vincente. E l'attuale RC213V è di gran lunga la migliore moto che Marquez abbia avuto tra le sue mani.

"È una moto nata per vincere sì,  ma chiunque la guidi, sia Cal Crutchlow, Dani Pedrosa o il sottoscritto, capisce che è una moto molto nervosa, che richiede una grande forza mentale e fisica per controllarla e, soprattutto, che è necessario guidare con grande motivazione, altrimenti non ti avvicini neanche alla metà delle prestazioni che potresti raggiungere". Queste le parole di Marquez domenica scorsa ad Assen, per giustificare la gara terribile carriera del compagno di squadra Pedrosa, arrivato a quasi 16” dietro il vincitore: "La Honda, se non sei motivato, concentrato sul tuo lavoro, sulla guida, è meglio non guidarla, perché non otterrai le prestazioni che vuoi".

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Marc pretende il massimo da sè e la sua squadra

Márquez insiste tanto sul fatto che non è facile vincere con la Honda. Infatti solo Crutchlow e Pedrosa vincono. Occasionalmente. "Sin dai tempi di Mick Doohan, la Honda è una moto che si muove molto e che, soprattutto nelle curve veloci, diventa una tortura. Con l'elettronica stiamo cercando di migliorare questo punto, ma è molto difficile arrivzarci, perché non vogliamo perdere o ridurre gli aspetti positivi della nostra moto. Se cado in allenamento non è perché mi piace farlo, se io gioco facendo dei grandi "salvataggi" non è per divertimento, questa moto o si guida così o non si vince. E fortunatamente per me, il motociclismo è uno sport in cui le mani del pilota contano molto quando si tratta di vincere o non vincere".

Lo stesso responsabile del team Repsol Honda decanta la serenità con la qualer Marquez ha accettato l’arrivo di chiunque pilota Honda volesse mettere sotto contratto, esprimendo la convinzione che "con il suo  desiderio di continuare ad apprendere, vedremo il prossimo anno un Marc ancora più forte e determinato, ne sono convinto. E sapete perché? Perché non smette mai di migliorare e imparare da tutti e, inoltre, perché per vincere Jorge Lorenzo dovrà fare quel passo in avanti se vorrà batterlo".

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Marquez, il pilota più amato (con Alonso) dagli spagnoli

Alcuni credono che è sia molto difficile, se non impossibile, vedere un Marquez  migliore di quello di oggi perché, pur essendo fiero, coraggioso e determinato ha anche imparato, come dimostrato ad Assen, a gestire le gare, pilotare con una bravura diabolica e, come riconosce "Dovi", di usare le sue armi al momento giusto. Quando mancavano solo tre giri alla fine, Márquez ha conquistato il suo miglior tempo in gara e a quel punto ha deciso di scappare, segnando un 1’34”261, mentre Alex Rins  è rimasto a mezzo secondo come Maverick Viñales. mentre Andrea Dovizioso (Ducati) ha fermato il cronometro in 1’35”089 e Valentino Rossi ha terminato il giro in 1’34”768.

E se lo dicono quelli che ne sanno sempre di più, potrebbe anche essere vero… Visto la sua attuale posizione è difficile immaginare un Marc Márquez migliore di quest'anno, il cui peggior risultato è un secondo posto…

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