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UNO, NESSUNO, CENTOMILA PEDROSA


Motopatico

Giovedì 12, appena prima che al Sachsenring a parlare siano i motori, è tempo di conferenze stampa. Dani Pedrosa, in maniera appena un po' irrituale ha invitato i giornalisti nella media room del circuito tedesco, per fare chiarezza sul proprio futuro. Povero Dani: immaginiamo, per un campione schivo come lo spagnolo, quanta fatica devono essergli costate le ultime settimane. «Non è facile guidare quando in testa hai così tanti pensieri» ha dichiarato. È vero. Pedrosa è un campione che piace, sostanzialmente, a tutti. Professionista fino al midollo, reduce da innumerevoli incidenti in carriera; uno che ha mancato il mondiale per circostanze avverse. Lui sì, vittima del fato crudele. Tutto il clamore attorno al pilota di Sabadell non fa bene, nè a lui, nè a un'isterica MotoGP che vive la massima popolarità e sconta la difficoltà di trovare, in Patria, qualcuno che acquisti i diritti TV.

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Dani Pedrosa resterà fedele alla Honda?

Le voci sul futuro - Da giorni si rincorrono le voci sul futuro del Pequeñino; il pilota ha pure dovuto stilare un comunicato ufficiale per chiedere silenzio e rispetto per le decisioni che è chiamato a prendere. Sicuramente da scartare, per tante e buone ragioni, le chiacchiere da bar su un ipotetico arrivo di Pedrosa in Superbike: è una boutade e tale rimane, anche se a dirla, in forma di dichiarazione in libertà, è stato Jonathan Rea, campione del mondo delle derivate di serie. Partiamo piuttosto da quel che è certo: cioè che giovedi non si ripeterà la farsa – grottesca a essere gentili - vista a Barcellona con l'hospitality HRC stipata all'inverosimile di giornalisti pronti a raccogliere il verbo (addomesticato dall’ufficio stampa) del #26. Questa volta l'attesa conferenza si terrà in campo neutro.

sepang.jpgPoi c'è quel che vediamo: il team SIC-Petronas Yamaha, stampella di Iwata messa insieme a suon di comunicati, giravolte e smentite, per il momento è inchiodato a un “memorandum d'intenti”. In pratica: se si fa bene, ma se al contrario l'operazione non dovesse andare in porto, tana liberi tutti. Senza nessuna penale a pesare su chicchessia. In ogni caso se annunceranno la nuova compagine sarà al Sachsenring, non è pensabile andare oltre, visto che i giapponesi vogliono garanzie sui leasing delle moto e dei ricambi. Da fuori l'abborracciata formazione nippo-malese-spagnola, voluta come piano B per salvare dalla grande caduta Jorge Lorenzo e successivamente additata come nuova casa di Pedrosa, appare un'artificiosa costruzione i cui contorni non sono affatto chiari.

I nominati - A proposito del SIC-Petronas Yamaha in questi giorni di toto-nomine circolano le voci più disparate, ma si tratta per la maggior parte di parole in libera uscita: si discute di Morbidelli e Quartararo come piloti, mentre nel ruolo di capotecnico si ventilano Forcada o Galbusera, se Valentino Rossi dovesse giubilare l'italiano. Insomma, è un casino. Tutto questo aiuta a chiarire – se per caso servisse davvero – perché è molto difficile che Dani Pedrosa il prossimo anno possa essere un pilota Yamaha. Il #26, che non più tardi di un paio di giorni fa ha dichiarato un amore incondizionato per Michael Doohan, ha fatto capire dove batta il cuore: casa Honda. Tu casa es mi casa. Perché si può avere un pilota di riferimento, un idolo, un feticcio, ma quando scegli sua maestà Mick Doohan come modello, allora affermi implicitamente di amare la Honda, di cui ancora l'australiano è ambasciatore riconosciuto.

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Doohan, idolo di Pedrosa

Senza offesa per nessuno, ma se il #26 dice di prendere a esempio Mick Doohan è abbastanza improbabile che possa accettare di far parte di un team che lo mette sul piano di un rookie e di un quasi rookie, con un capotecnico a geometria variabile. Solo giovedì sapremo, naturalmente, se alla fine Dani correrà ancora; ma la sensazione diffusa è che piuttosto di accettare la proposta SIC-Petronas (che poi è un'offerta Dorna camuffata), dichiari forfait.

Tester di lusso - È stato pure detto che Dani avrebbe potuto diventare il padre nobile della KTM MotoGP. Può essere, pecunia non olet. Si tratterebbe comunque di un ruolo silenzioso, in posizione defilata e lontana dal baccano di un paddock che Pedrosa non ama. Però, perlomeno a dare credito alle voci che circolano nel paddock, non è sfuggito che ai recenti test Honda a Brno Puig e Gibernau abbiano parlato fitto fitto, passando molto tempo assieme. Prove tecniche di inciucio? Difficile, ma non impossibile. Alberto Puig ha ottenuto – come Shylock – la sua libbra di carne, la vendetta sul suo ex golden boy, che per un (breve) periodo ne ha offuscato la carriera. Tutti sapevano che con l'arrivo di Alberto Puig nel box HRC, Pedrosa avrebbe avuto i giorni contati. Pochi però potevano immaginare che la defenestrazione sarebbe avvenuta così a breve, repentina al punto da rasentare il ridicolo; in HRC hanno perfino rischiato di dover scegliere come scudiero di Marquez un Sancho Panza qualsiasi, piuttosto che un fuoriclasse come Jorge Lorenzo.

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Per Pedrosa c'è ancora posto in Honda?

La terza via - A Brno, lontano da occhi indiscreti, in test privati a porte chiuse, forse è avvenuta la vera svolta per tentare di sbloccare l'impasse; una parziale spiegazione arriva attraverso le parole di Oscar Haro, direttore sportivo della LCR di Lucio Cecchinello. Uomini Honda dalla testa ai piedi: «chi tiene le redini della situazione in MarcVDS» sono le parole di Haro «attualmente è Emilio Alzamora e l'interesse di Alzamora è quello di proseguire in MotoGP perché vuole Alex Marquez su quella moto [Honda RCV]». Proseguire significherebbe quindi non rinunciare ai due posti in griglia con moto Honda del fu (?) team MarcVDS. In definitiva una sella per Pedrosa , forse, extrema ratio ci sarebbe. Un’ipotesi remota e difficile, certo, in ogni caso si tratterebbe di un mezzo non ufficiale, ma sicuramente un progetto più rassicurante di quello Yamaha. Haro ammette: «inoltre magari non ci sarà un addio definitivo a HRC, perché forse c'è un progetto di cui non sappiamo nulla. Quello che posso conoscere non posso rivelarlo nemmeno io, ma c'è già qualcosa di fatto, che verrà svelato in occasione del gran premio di Germania». Dalle dichiarazioni del direttore tecnico di Cecchinello impariamo dunque che Honda non avrebbe chiuso del tutto le porte al proprio ex pupillo: anzi, piuttosto ci sarebbe qualche spiraglio. Chi sa però in questo caso è tenuto alla stretta osservanza del silenzio.

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