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MOTOGP: MARC V(D)S MICHAEL


Motopatico

Memento mori. Questo il saluto che si scambiano i frati trappisti, per ricordare – a se stessi prima che ad altri – che niente è per sempre. Neppure il matrimonio fra Marc van der Straten e Michael Bartholemy, storico team manager della MotoGP con Kawasaki e ora team principal della squadra che fa correre Franco Morbidelli. Una storia tutta belga? Non proprio, ma di sicuro la nazionalità conta parecchio.

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Sam Lowes e Marina Rossi

Riporta l'autorevole speedweek.com che a Jerez si è consumata una frattura tra il finanziatore del team, il conte Marc van der Straten e Michael Bartholemy per una presunta appropriazione indebita di quest'ultimo. Si parla di un ammanco a sette cifre. Si arriva anche a ipotizzare un possibile licenziamento del manager. Un gioco di tradimenti e inganni, in cui spunta fuori pure il nome di una donna: Marina Rossi. Secondo “Cycle News” il licenziamento della coordinatrice della squadra dopo il GP del Texas avrebbe innescato il disastro. Riporta cyclenews.com: «Marina Rossi apparentemente ha deciso di vendicarsi per il suo licenziamento. Con l'accesso ai conti e ai documenti della squadra, si presume che abbia raccolto prove incriminanti da presentare al proprietario della squadra, Marc van der Straten».

L'ingarbugliata vicenda prosegue con una coda velenosa: il team principal si discolpa con una lettera, diffusa urbi et orbi, in cui sostiene di essere al di sopra di ogni sospetto, di aver imparato solo “dalla stampa” delle accuse mosse contro di lui.

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Michael Bartholomy

Secondo Bartholemy non sarebbero state addotte prove a sostegno delle tesi di incoerenza finanziaria e di irregolarità nei flussi di cassa, con ripercussioni sui contratti e sulla gestione degli sponsor. Nella sua difesa – condotta, guarda caso, a mezzo stampa – Bartholemy ha tenuto a precisare che «alcuni giornalisti hanno falsamente riportato le dichiarazioni del signor Marc Van Der Straten». Di più: «Van Der Straten e il suo staff legale hanno confermato che non c'è stata la risoluzione del mio contratto. Infine non c'è stata nessuna comunicazione per informarmi che non sono più il responsabile della gestione del Marc VDS Racing Team come team principal».

Secondo Bartholemy è tutto falso, quindi. Una sorta di montatura dei media, che hanno travisato magari una dichiarazione? Diciamo che è abbastanza improbabile, visto che il manager belga sostiene di aver proposto a Van Der Straten diverse opzioni per risolvere la querelle, senza che peraltro la controparte fornisse nessuna ipotesi di soluzione possibile. Doveva esserci un incontro chiarificatore in Svizzera, a Ginevra, lunedì scorso, che però è stata annullata venerdì 11 maggio in serata. A dar credito a Bartholemy l'annullamento del meeting avrebbe come unica interpretazione possibile la conferma dell'infondatezza di tutte le accuse; di qui la volontà di continuare. Il manager conferma dunque la propria presenza a Le Mans alla guida della squadra.

Restano da capire alcune cose. Nè può passare inosservato il comportamento di Dorna che, in queste ore di massima confusione, si preoccupa di rassicurare van der Straten: i posti in griglia gli verranno mantenuti sino al 2021. A quale titolo ci si prende cura di rassicurare il finanziatore della squadra, se la polemica è del tutto interna a un team privato? Problema loro, soluzione loro. Invece no.

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Carlo Fiorani

Carlo Fiorani, direttore della comunicazione di Honda Racing, ha dichiarato durante la trasmissione Paddock TV che: «non c'è stata nessuna comunicazione ufficiale per quella che sembra una faccenda tutta interna al team». Quindi Honda non sente di dover intervenire, mentre Dorna sì. A questo punto le cose si complicano; come mai una questione privata diventa pubblica, investendo al calor bianco l'intero panorama della MotoGP? Va detto che il team Marc VDS è uno dei pezzi pregiati del mercato: è (o era) in trattativa con Suzuki e Yamaha, entrambe interessate a farne una formazione “satellite di lusso”.

Cosa accadrà adesso, a faida ancora in corso, è tutto da scoprire. Forse perché qualcuno mente, sapendo di mentire. In mancanza di dichiarazioni ufficiali che possano contribuire a fare chiarezza, viene in soccorso un'intervista rilasciata nel 2014 al direttore del settimanale motosprint, Enrico Borghi, nella quale il conte van der Straten affermava: «spendo tanto, ma mi creda: io i soldi li spendo, non li butto».

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