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MOTOGP: IL GRANDE ACQUARIO

Bradley Smith - Red Bull KTM Factory Racing
Bradley Smith - Red Bull KTM Factory Racing
Jorge Lorenzo
Jorge Lorenzo
Marc Marquez
Marc Marquez
Valentino Rossi
Valentino Rossi

Motopatico

Proviamo a metterci nei panni di un appassionato, che spera di leggere notizie che parlano di sport ma che, al contrario, è subissato fino allo sfinimento da fake news, notizie vere, mezze informazioni.

È come stare davanti ad un acquario a contemplare pesci rossi, in attesa che qualcosa accada. Senza che poi accada niente, solo il silenzio – a tratti imbarazzante – che autorizza a pensare qualsiasi cosa.

Quando tutto è falso, tutto può essere vero, in assenza di smentite.

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Ezpeleta e  Ippolito

Qui sta il punto: nelle ultime settimane abbiamo assistito al moltiplicarsi di voci incontrollate che riguardano il mercato piloti e la girandola di sponsor, senza che nessuna voce si sia levata a confutare o smentire. Nè il promoter del campionato, Dorna,

né la federazione. Nessuno.

Partiamo dai dati di fatto oggettivi, per capirci qualcosa.

Ad oggi abbiamo una top class in cerca di identità futura, che però naviga a vista nel presente. I contratti TV in almeno tre mercati, Italia, Spagna e Germania, sono in scadenza ma nessuno ha ancora confermato i rinnovi. Ricordiamo che i diritti televisivi hanno la più alta incidenza sull’80% dei ricavi (dovuti a marketing, fee dei circuiti e TV) di Dorna, per cui è lecito – per la buona salute della MotoGP - chiedersi quando verrà confermato, nei rispettivi Paesi, chi sarà il broadcaster del motomondiale.

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Valentino Rossi

La MotoGP, così com’è, interessa davvero? Potrebbe pure sembrare una quisquilia, ma non lo è: la media company spagnola Movistar, per esempio, è coinvolta sia come title sponsor di Yamaha Factory Racing che come network ufficiale per un’area d’importanza strategica.

Perché non c’è ancora la firma? A gennaio, alla presentazione ufficiale del Team Yamaha, la cosa sembrava fatta. Cinque anni di rinnovo sia come title sponsor, sia come network ufficiale. A comunicarlo era stato il presidente della compagnia iberica Luis Miguel Gilpérez; da allora però, più nessuna comunicazione, e siamo a quattro gare dall’inizio del campionato. Stessa cosa, più o meno, è accaduta in Italia con Sky. Il managing director di Dorna, Manel Arroyo, dichiarava a marzo che la partita di giro si sarebbe conclusa entro “un paio di mesi”. Peccato che non sia ancora avvenuta. Nel silenzio generale – o meglio, nell’indifferenza assoluta – si è così verificato il proliferare di ogni sorta di speculazione.

Mai come quest’anno stiamo assistendo alle parole in libertà. Intendiamoci il paddock del motomondiale è piccolo, ma pieno di chiacchieroni. Di persone che, a vario titolo, esfiltrano ogni pettegolezzo. Vero o presunto. Il vuoto di comunicazione ufficiale si è così riempito di tutta una serie di sussurri, di voci, di insinuazioni che stanno facendo, indubbiamente, il male della MotoGP.

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Jorge Lorenzo

Esemplare è il caso di Jorge Lorenzo: il maiorchino è dato come sicuro homo novus di Suzuki, senza peraltro che nessuno abbia confermato, né smentito, alcunché. Girano anche le cifre, come se i numeri bastassero, da soli, a garantire l’autorevolezza della notizia. Il battito d’ali della farfalla in Spagna che provoca un terremoto in Giappone. L’ipotesi, che resta al momento niente più che un esercizio di stile, di sicuro ha generato un diluvio: chi sarà lo sponsor del dream team Suzuki? Girano i nomi: Movistar, Monster o qualche altro operatore esterno. Il risultato è una confusione pazzesca che sta innescando una reazione a catena. Sarà vero che Movistar abbandonerebbe Yamaha per seguire il cinque volte campione del mondo? Monster, a sua volta legata da anni al team Tech3 di Hervé Poncharal, davvero sarebbe pronta a cambiare marca? La fibrillazione dell’affaire Lorenzo sta contagiando tutti. Al punto che delle gare in pista si parla sempre meno, neppure fossero un corollario al fantamercato di piloti e sponsor.

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Bradley Smith - Red Bull KTM Factory Racing

Appare sempre più chiaro come i grandi sponsor del motomondiale stiano diventando anche i veri registi del campionato. I piloti non sono più rappresentati da agenti che trattano con le Case, ma diventano “piloti-RedBull” o “piloti-Repsol”.

Con buona pace di Carmelo Ezpeleta che in altri tempi dichiarava che erano i piloti il fulcro della MotoGP. Questo faccia pensarechi tiene in mano lo show non sono i protagonisti del manubrio, ma gli interessi trasversali di potenti grand commis, benedetti dall’autorità superiore oppure – cosa forse peggiore - lasciati liberi di fare. Dorna appare distante, impegnata a guardare dall’alto dell’Olimpo, senza intervenire.

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Marc Marquez

La domanda è: ma non vuole o non può? Probabilmente entrambe le cose, dato che i veti incrociati, per la maggior parte spagnoli ma non solo, sembrano davvero tanti. Forse troppi, per un campionato che ha un assoluto bisogno di recuperare la credibilità della propria informazione. In assenza di una posizione forte, ufficiale, si assiste al “tana liberi tutti” via social, rendendo tutto ancora più precario.

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