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MOTOGP: FAR VDS – NON SI PLACANO LE POLEMICHE

Bartholemy e Van der Strate, quando il binomio funzionava

Motopatico

Ci siamo. Finalmente o no, abbiamo le risposte che ci si aspettavano da una MotoGP che assomiglia sempre di più a una sacrestia e sempre meno uno spettacolo organizzato. Nel silenzio delle macchinazioni, un Davide Brivio neppure troppo stranamente senza sorriso, ammette ai microfoni di SKY: « noi [Suzuki] abbiamo deciso che non saremmo riusciti ad avere un team satellite e ne abbiamo parlato col team VDS. Non saremmo stati in grado di fornire le moto per il 2019. Mi dispiace molto per tutti i discorsi fatti, perché la loro scelta era molto orientata verso Suzuki, ma noi abbiamo dovuto dirgli di no».

Chiaro. Oppure no? Il fatto è che questa scelta, maturata nelle scorse settimane, se da un lato fa chiarezza, dall'altro getta nuove ombre sulla Top Class. Finalmente è arrivato anche un comunicato ufficiale da parte del ricco industriale belga per spiegare a che punto è la vicenda che vede contrapposti il finanziatore del team Marc VDS e il boss della squadra.

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Michael Bartholemy

Il documento, redatto dallo staff di van der Straten, recita: «il 19 maggio 2018, il signor Michael Bartholemy ha dichiarato in un comunicato stampa il suo punto di vista legale relativamente alla risoluzione con effetto immediato della sua posizione di General Team Manager della squadra Marc VDS. Il signor Michael Bartholemy ha dichiarato in un comunicato stampa il suo punto di vista legale relativamente alla risoluzione con effetto immediato della sua posizione di General Team Manager della squadra Marc VDS. Il signor Marc van der Straten può solo rammaricarsi che il signor Michael Bartholemy si sia ancora una volta rivolto alla stampa, commentando una disputa che, se necessario, sarà portata dinanzi al tribunale competente. Il signor Marc van der Straten non avrebbe potuto essere più chiaro quando disse che preferiva concentrarsi sul futuro della sua squadra ed evitare di entrare in una campagna mediatica inappropriata e dannosa.Tuttavia, e considerando l'atteggiamento del signor Michael Bartholemy, il signor Marc van der Straten si sente obbligato a reagire».

Di certo c'è che l'eccentrico conte van der Straten ha fatto la voce grossa. Di più, la voce potente. Ha messo in campo un esercito di avvocati perché dalla sua ha una potenza di fuoco che Michael Bartholemy probabilmente, – ma non verosimilmente, aggiungiamo noi – può solo tentare di contrastare senza speranza. Non certo di fermare.

Questo è il vero nocciolo della faccenda: il magnate della birra, esponente dell'ancien régime dei patrocinatori del motorsport, è “solo” un finanziatore. Le moto della squadra corse belga impegnate in Moto2 e MotoGP, corrono attraverso la società MM Performance&Racing AG di diritto svizzero, costituita dal giubilato manager sportivo.Non passa inosservato il fatto che se da un lato il conte è uno dei grand commis del motomondiale, dall'altro tutti i contratti di piloti, sponsor e gestione della squadra sono nelle mani dell'ex Team Manager.

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Morbidelli,  Marc VDS 2016

Alex Marquez, Joan Mir, oltre naturalmente a Franco Morbidelli e Thomas Luthi per citare i più celebri sono sotto contratto MM Performance&Racing. Il comunicato rilasciato in serata dallo staff del magnate, in un altro passaggio, esprime chiaramente il punto di vista: «il signor Marc van der Straten sottolinea che se il signor Michael Bartholemy ha smesso di lavorare come general team manager di Marc VDS venerdì sera non è stato per proteggere gli interessi della squadra, ma a seguito di una decisione legale ottenuta quella stessa mattina. Questa decisione, trasmessa dal Tribunale di Karlsruhe in Germania, proibisce al signor Michael Bartholemy di operare come General Team Manager / Team Manager del Marc VDS Racing Team durante la gara di Le Mans race, sotto la minaccia di una multa amministrativa fino a 250.000 euro. Questa procedura giudiziaria condotta con successo non era stata voluta dal signor Marc van der Straten ma era stata resa necessaria dall'atteggiamento di Micheal Bartholemy. Il fatto che quest'ultimo abbia annullato il test MotoGP in programma per la prossima settimana a Barcellona mostra che non sta difendendo gli interessi della squadra ma sta prendendo decisioni dannose per essa. Il signor Marc van der Straten ribadisce il suo impegno totale nel Marc VDS Racing Team e tutta la sua fiducia nei confronti dei membri della sua squadra e la sua volontà di continuare la collaborazione con i diversi partner e sponsor».

Tutto sarà onorato, ogni impegno rispettato. In ogni caso non c'è alcun dubbio che Dorna preferisca un uomo come van der Straten a Michael Bartholemy: di figure come quelle del Team Manager son pieni i fossi del motomondiale, mentre gli sponsor munifici decisi ad investire nel circus sono decisamente meno numerosi.

Le speculazioni delle ultime ore, a margine del GP di Francia corso a Le Mans, dicono che la squadra sarà ristrutturata per garantire la continuità. Un eufemismo per spiegare che tutti i ruoli apicali sono stati ripensati. Il repulisti è iniziato nominando l'esperto Gianluca Montiron a capo della struttura. Il ruolo, in questa fase, è meno importante delle parole. Sarà Montiron a comandare. Le moto con tutta probabilità – ma lo diciamo in modo scaramantico in assenza di conferme ufficiali – dovrebbero essere Yamaha. La scelta è logica. La Casa di Iwata avrebbe il proprio team satellite, garantirebbe una sella amica a Franco Morbidelli e l'operatività non subirebbe traumi eccessivi.

I rumors dicono che la decisione sarebbe maturata qualche settimana fa. Nelle segrete stanze, con il beneplacito di Ezpeleta. Perché non si muove foglia che don Carmelo non voglia. Difficile pensare che un progetto come quello che vede in partita il Team Marc VDS possa continuare con partner diversi dagli attuali. Secondo l'autorevole speedweek.com il tentativo di conciliazione tra le parti, van der Straten e Bartholemy, per addivenire a una composizione bonaria della controversia, sarebbe naufragata.

 In pratica, la guerra di posizione del finanziatore e del manager per il controllo della squadra sta diventando una battaglia legale. Queste le parole di Bartholemy rilasciate alla testata di lingua tedesca prima che Marc van der Straten intervenisse: «ogni ulteriore escalation avrebbe danneggiato non solo la reputazione della squadra, degli sponsor e dei piloti, ma anche l'immagine del campionato mondiale - e volevo evitarlo. Spero che la controversia in questo modo si calmerà e che ci darà la spinta necessaria per trovare una soluzione accettabile per entrambe le parti. Se ciò non fosse possibile e la giustizia verrà chiamata in causa, sono fiducioso che il processo si concluderà a mio favore con un'assoluzione».

Il belga chiama in causa sponsor, piloti e immagine della MotoGP come se ci fosse un'interessenza tra tutti i soggetti citati. Siamo solo al primo atto di una vicenda articolata, che non è detto finisca nel silenzio imbarazzato delle segrete stanze.

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