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YAMAHA: UN PASSO AVANTI E DUE INDIETRO

Rossi, Jerez Test

GPizza&F1chi

Siamo arrivati quasi all’epilogo della stagione. I piloti sono stanchi morti, non ne vogliono più sapere di stare su due ruote e non vedono l’ora di staccare la spina dopo migliaia e migliaia di giri in su e giù per il mondo.

L’ultima incombenza prima delle vacanze, però, è di quella importante, perché si tratta di decidere, per quasi tutti i team della MotoGp quale motore scegliere, con quali specifiche e quali consigli inviare alle Case costruttrici che poi avranno il compito di mettere assieme consigli, pensieri, dati, telemetrie e qualsiasi altra diavoleria capaci di preparare il mostro a due ruote in grado di vincere la competizione 2019.

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Petrucci ieri il migliore a Jerez

Impresa non facile per nessuno, giacché il lavoro è tanto e bisogna capirci un bel po’ prima di scegliere il motore migliore. Per questo motivo anche a Jerez, nel penultimo giorno di test prima dello stop invernale, le risposte non sono mancate e non tutte, sia chiaro, sono risultate positive. Se così fosse stato, del resto, ci saremmo trovati con un bel rebus da risolvere sulla domanda principale: chi vincerà il titolo il prossimo anno? Ed invece, grazie a dio e per la gioia dei tifosi, il mistero, il dubbio, i punti interrogativi grandi e grossi rimangono.

I risultati finali li tracceremo domani a tarda sera, quando le moto saranno rimesse nelle casse e i piloti saranno già in aereo pronti a tornare a casa. Per stasera occupiamoci solo del problema più grave  e che riguarda la YAMAHA.

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Maverick Vinales dice una cosa un giorno e poi cambia idea il giorno dopo. Valentino Rossi, almeno, è molto più coerente e se dice che il motore 2019 non è molto differente da quello precedente, c’è da credergli. Quello che stupisce, però, è che lo spagnolo riesce a strappare dei buoni tempi, resta al comando delle operazioni oggi per un’oretta, per poi ripiegare al quarto posto quando la corazzata Ducati spinge sull’acceleratore con Petrucci superstar e Andrea Dovizioso  e fa la differenza. Rossi invece va al riposo con un orrendo 17° posto a 1”596 dal Petrux e a oltre 1”1 dal compagno di squadra. Roba da non crederci. Anche perché davanti a lui ci sono gente come Quartararo (16°) ,la KTM di Pol Espargaró, la Ducati di “Pecco Bagnaia, ma anche gente come Mir, Rabat appena recuperato alle corse.

E poi c’è la mazzata che non ti aspetti: Franco Morbidelli, appena salito sulla Yamaha del team gemello è 6°, confermando l’ottimo tempo dei test di Valencia della scorsa settimana.

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Franco Morbidelli, magnifica sorpresa

Che voglia dire qualcosa? Mah. Magari il Dottore è solo tanto stanco e non vede l’ora di staccare la spina. Certo è che le sue parole a fine giornata non dicono nulla di buono. E anche lui, se da una parte cerca di trovare i lati positivi, non fa però mancare le frecciatine ai tecnici di Iwata. Sentitelo: “La mia posizione è molto brutta, ma non ho fatto un time attack, perché ho avuto problemi con la nuova gomma della Michelin. Oggi abbiamo continuato a provare il motore attraverso le comparazioni, e la strada da prendere sembra essere abbastanza chiara“.

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Rossi: sorridere per non piangere

Poi l’avvertimento che sembra una sentenza:  “Secondo me la nuova specifica non fa molta differenza. Se ci rapportiamo agli altri, come velocità, siamo allo stesso livello di quest’anno. Per domani lavoreremo sul setting per migliorare, proveremo a spingere di più e capire meglio il nostro potenziale. Finito? Neppure per sogno: “Il problema è che non abbiamo fatto uno step che ci permette di dire che adesso andiamo forte come i primi. Soffriamo ancora di passo, perché le Ducati e le Honda sono più veloci, ma mi sembra anche le Suzuki. Bisogna essere realisti e pensare che non andiamo forte come i primi".

La chiusura è di quelle da farti accapponare la pelle: "A che livello siamo? Secondo me siamo da quarto posto. Se qualcuno si ritira.” Andiamo bene…

 

 

 

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