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YAMAHA SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Rossi e Vinales in crisi a Buriram

GPizza&F1chi

Delle due l'una: o alla Yamaha hanno deciso di gettare fumo negli occhi alla concorrenza, oppure la Casa giapponese ha dei grossi problemi da risolvere e non sarà facile mettere le cose a posto in vista del via in Qatar che, lo ricordiamo, è tra meno di un mese.

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Rossi sconsolato ai box

Sia chiaro che alla prima ipotesi non crediamo assolutamente. E questo per il semplice fatto che mai come in questo momento i due piloti stanno parlando all'unisono, come un sol uomo. La prova? Rossi:"Viviamo una situazione imprevedibile. La moto cambia dalla mattina al pomeriggio, figurarsi da un giorno all'altro. Il problema è che non sappiamo mai cosa può succedere, è come giocare a carte. L'elettronica? C'è da lavorare, ma non si può risolvere in poco tempo. Ci vorrà almeno un mese. E per il momento ci affideremo al fato". Vinales: "Il problema è che non abbiamo capito dove sta il problema. Provi una cosa, poi ne provi un'altra e non cambia nulla. Non funziona mai niente. Ci manca qualcosa in ogni parte della moto. Ho chiesto di riavere la moto della prima volta che ho guidato la Yamaha. Quelle sono le sensazioni che vorrei provare in sella ad una Yamaha". Ma non sarà accontentato perché stiamo parlando della Yamaha 2016 e torniamo indietro non è più possibile, come sanno benissimo tutti gli operatori del settore.

Che siamo sull'orlo di una crisi di nervi ci sembra ormai assodato. Il problema Yamaha è molto differente dalle difficoltà che stanno incontrando, ad esempio, in Ducati. Prima di tutto perché Dovizioso è veloce, preciso, felice della moto 2018 ("la migliore che abbia mai guidato") a differenza di Lorenzo che sembra in confusione.

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Zarco, il migliore in pista con le Yamaha

Ma torniamo alla Yamaha che è alle prese con un altro grattacapo mica da ridere. E che ha un nome e un cognome: Johann Zarco. Il francese del team Tech3 è un fulmine con qualsiasi Yamaha gli diano da guidare. Sarà per la sua "gentilezza" nell'usare le gomme, il suo stile di guida, Johann non si cura troppo di quello che ha a disposizione: apre il gas e spara tutto quello che ha in corpo. Insomma, lui è l'anomalia che crea problemi ai dirigenti di Iwata al punto che qualcuno comincia a chiedersi a quale santo (pardon, pilota) affidarsi. A Valentino, in assoluto il più bravo nelle scelte anche se un po' "arrugginito", a Vinales che sa essere forte ma non passa certo per un collaudatore affidabile. Oppure a Zarco, che però è un pilota esterno al team, parcheggiato in una scuderia satellite anche se composta da eccellenti tecnici e meccanici?

Un bel rebus che sicuramente Lin Jarvis, il grande boss della Yamaha, avrebbe preferito non dover risolvere.

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Crutchlow, un weekend da incorniciare

E uscirne in fretta non sarà facile, anzi quasi impossibile. Perché Rossi, tra le righe, ha già fatto capire che partire in svantaggio in Qatar, aprirà scenari inquietanti: "Siamo tutti vicini, ma se non sai che strada prendere gli altri ne approfittano". E "gli altri" sono le  4 Ducati di Miller, Dovizioso, Petrucci e Lorenzo e le 3 Honda di Pedrosa, Marquez e Crutchlow.

Non resta che aspettare gli ultimi test a Losail (Qatar) dal 1° al 3 marzo. Miracoli? Spiacenti, nel motociclismo moderno non esistono.

 

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