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MOTEGI: DOVI MERAVIGLIA, LORENZO E' UN REBUS

Andrea Dovizioso, Ducati

GPizza&F1chi

L’unico fatto certo alla vigilia del Gp del Giappone è che Marc Marquez sia sempre più vicino alla conquista del titolo iridato, il 5° in MotoGP.. Questo perché se anche la fortuna è dalla sua parte, visto che oggi durante le FP4 del mattino, ha tirato una “mina” di quelle terribili, che avrebbe schiantato qualsiasi altro pilota mentre lui ne è uscito indenne, con la tuta un po’ sdrucita e una moto quasi da rottamare, allora vuol dire che non c’è nulla da fare: è il suo anno, arrivederci e grazie.

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La caduta di Marquez

Ma che oggi Marquez abbia dovuto ingoiare una pillola amarissima non c’è dubbio. La pillola ha un nome e un cognome: Andrea Dovizioso. Il ragazzo di Forlimpopoli, stella della Ducati, secondo in classifica che solo un miracolo potrebbe rimettere in gioco nel Mondiale, partirà domani in pole position, precedendo nell’ordine la Yamaha di Zarco (le ufficiali di Vinales e Rossi sono scomparse nel limbo del sesto e nono posto, inguardabili) e l’altra Ducati del team Pramac di Jack Miller. E le Honda? Neppure l’ombra in prima fila, due in seconda, quella di Crutchlow con il 4° titolo e solo sesto il futuro prossimo campione del mondo con Iannone in mezzo ai due a far da terzo incomodo.

Insomma, magari domani scriveremo del nuovo titolo iridato dello spagnolo, ma per il momento godiamoci questa gioia di vedere la Ducati, sul circuito della Honda, davanti ai potenti nipponici.

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Festa per Dovizioso

Dovizioso ha chiuso nel migliore dei modi una due giorni incredibile: bravo nelle prove di venerdì, bravo stamattina e ottimo con un giro semplicemente perfetto nel pomeriggio giapponese. Un pilota la cui crescita è sotto gli occhi di tutti e che  fa dire alla Ducati di aver scelto bene nell’affidargli la squadra 2019.

Ma se da un lato a Borgo Panigale si gode per il risultato del Dovi, in Giappone la stessa Ducati “rosica” e non poco, per via di quanto sta accadendo nel box vicino, desolatamente vuoto dopo il forfait di Lorenzo, che ad Aragon è stato messo ko dal suo futuro compagno in Honda, (mini frattura alla gamba destra) mentre a Buriram è volato in aria come un missile distruggendosi anche la mano sinistra.

Dopo due settimane di cure, Lorenzo è arrivato a Motegi senza neppure un passo avanti verso la guarigione.  Anzi, in Ducati erano certi che il maiorchino sarebbe stato in pista. Lorenzo  c’è andato, ma solo per due giri, fermandosi subito dopo dicendo che la mano sinistra gli faceva troppo male. Morale: niente Giappone e neppure probabilmente niente Australia.

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Lorenzo intervistato

Tutto questo ha un po’ irritato (si dice così?) la Ducati e la tensione tra la Casa bolognese e il suo pilota è riaffiorata di colpo. Paolo Ciabatti, direttore di Ducati Corse precisa: “Noi fino a domenica eravamo convinti che tutto fosse a posto e che il recupero procedesse. Poi quando ha iniziato a lavorare con gli elastici Jorge è tornato ad avere dolore. Adesso faremo altri esami per capire quale sia la reale entità dell’infortunio, se cioè oltre alla frattura non ci siano anche problemi ai legamenti”.

Lorenzo, da parte sua, replica dicendo di aver scritto a Davide Tardozzi e a Gigi Dall’Igna, spiegando che forse non sarebbe guarito in tempo. E consigliando di mettere in preallarme Michele Pirro, tester ufficiale di Borgo Panigale, l’uomo al quale la Casa bolognese affida lo sviluppo delle moto per il 2019.

Ora: premesso che Lorenzo non può consigliare un bel niente, che queste sono decisioni che possono prendere solo i vertici della Casa, sta di fatto che i dirigenti speravano in cuor loro che Lorenzo potesse farcela. Scegliere un sostituto (con Pirro occupato ad Abu Dhabi e prenotato sino a Valencia per provare la Desmo 2019) non è (e non era) così semplice. Regolamento dice che in Australia la Ducati sarà costretta a trovare un pilota di riserva. E già si fa il nome di Alvaro Bautista, prestato dal team di Angel Nieto.

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Bautista sostituirà Lorenzo in Australia?

Poi, in Malesia, potrebbe pure tornare Lorenzo, sempre che non finisca sotto i ferri per rimettere la mano a posto. Sul fatto che a Sepang potrebbe salire in sella Casey Stoner come wild card oppure Marco Melandri, appena licenziato dalla Superbike, è una cosa un po’ fuori dal mondo. Anche perché Marco sarebbe impegnato in Qatar e non potrebbe comunque (anche se lo volesse) rispondere all’appello.

Nelle prossime ore Ducati svelerà il mistero. Personalmente, noi siamo dell’idea che  Lorenzo stia ponendo fine al suo rapporto con Ducati nel peggior modo possibile. Il richiamo della Honda si sta facendo troppo pressante, Jorge vuole arrivare a Valencia in forma per poter salire sulla moto 2019 e vedere come poter contrastare Marquez.

La stagione 2019 dice che la Ducati farà a meno di lui e la Honda avrà Lorenzo a fianco di Marquez: chi rischia di più? Chi ha fatto la scelta giusta? Chi riderà a fine stagione il prossimo anno? Troppi punti interrogativi, signori: per il momento godiamoci questa festa Ducati a Motegi sperando che la gioia sia completa domattina alle 7 ora italiana.

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