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I DOLORI DEL”GIOVANE” ROSSI: PERDE PURE CADALORA

Valentino Rossi e Luca Cadalora

GPizza&F1chi

Cari amici di Skeetgp, oggi possiamo dire ufficialmente che il campionato 2018 è andato definitivamente in soffitta, tra gli scaffali polverosi in mezzo ai libri dei ricordi e dei record e che da oggi in poi non sentiremo parlare più di tempi, prove, specifiche, motori per… almeno un paio di mesi. Nel senso che il prossimo appuntamento con il cronometro, i tempi, le prove e soprattutto i test è fissato per il 9 febbraio 2019 in quel di Sepang.

E proprio laggiù, in Malesia, vedremo le “diavolerie definitive” che gli ingegneri e i tecnici avranno trovato per rendere il mondiale affascinante.

Vi avevamo detto ieri, che avremmo voluto parlarvi di tutti gli altri team ad eccezione della Yamaha ufficiale sulla quale ci eravamo dilungati a fondo. Chiediamo scusa, ma dobbiamo ancora parlare delle moto blu perché, alla luce delle cose successe oggi il team di Rossi and Vinales continua a monopolizzare le attenzioni del mondo a de ruote.

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Bagnaia, la piacevole sorpresa

Qui  di seguito potete vedere i tempi combinati delle due giornate di test, dove si vede come il giapponese Nakagami del team di Lucio Cecchinello, abbia ottenuto il miglior tempo davanti a Petrucci (tempo di ieri) e poi di fila Marquez, Vinales, Lorenzo, Morbidelli a precedere Dovizioso , 7°, Miller e un Bagnaia in gran spolvero desideroso di diventare nel 2019 Rookie of the Year. I più felici ovviamente Dovizioso e Petrucci. Per il primo non ci sono dubbi: la Ducati con la moto che si ritrova può puntare tranquillamente al titolo mondiale 2019, mentre per il Petrux la cosa positiva è “andare d’accordo con il Dovi e lavorare in serenità per il bene del team”.

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Ma le notizie come anticipato, arrivano tutte dalla Yamaha. In mattinata la prima bomba: dopo tre anni insieme al "Dottore", Luca Cadalora ex iridato 125cc e 250cc ha deciso di dire basta  per avere più tempo di dedicare alla famiglia ed ai suoi hobby. La notizia l’ha data lo stesso Valentino durante l’ultimo briefing della stagione: “"Purtroppo abbiamo cercato di tenere Cadalora per i prossimi due anni, ma ci ha elegantemente detto di no e siamo rimasti… senza coach (ride). Scherzi a parte, lo capisco, perché è un impegno gravoso essere presente a tutte le gare e a tutti i test". Nessuna dietrologia, quindi, come ha spiegato lo stesso Cadalora poco dopo: “Sono stati tre anni magnifici per me. E’ stato un po’ come tornare in pista in prima persona, però 19 weekend all’anno in viaggio, più tutti i test, stavano diventando un impegno troppo gravoso, difficile da sostenere”.

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Valentino, un finale pieno di guai

Morale: chi prenderà il posto di Cadalora? I rumors dicono che sarà Idalio Gavira,  attuale coach dello Sky Racing Team VR46. C'era anche lui nel box della Yamaha: nella prima giornata insieme con Cadalora, nella seconda invece in solitaria. “Ma una decisione definitiva ancora non l’abbiamo presa”, chiude il discorso il Dottore.

La seconda notizia è che nel team Yamaha tira una brutta aria: oggi sia Vinales che Rossi hanno migliorato i tempi del primo giorno. Ma il problema è che i due sembrano avere una visione comune solo sulla strada da prendere ma è come arrivarci che le strade si dividono. Se Marquez sprizza gioia per il 4° posto alla fine dei test, Valerossi non si dispera, ma ci manca poco.  Oggi abbiamo lavorato e siamo andati meglio, migliorando il nostro passo. Ma abbiamo davvero tanto lavoro da fare per essere competitivi non solo con Honda e Ducati, ma anche con la Suzuki. Spero che la Yamaha possa lavorare per andare meglio a febbraio.  E alla domanda dove a Yamaha dovrebbe migliorare, la risposta è stata come una mazzata: “In tutte le aree”. E se Vinales vede che la Yamaha gli sembra sulla strada giusta per risolvere tutti i problemi, il Dottore replica pronto: "Mi piace moltissimo l'ottimismo di Maverick, ma secondo me bisognerebbe aspettare di averli risolti i problemi prima di dirlo”. Una frase che proprio non porterà un po’ di calma in un team che quest’anno ha vinto una sola gara su 19…

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Vinales troppo ottimista secondo Rossi

Al tirar delle somme, dunque, Ducati e Honda vanno a gonfie vele, la Suzuki sta crescendo, Iannone si sta ambientando con l’Aprilia e spera di portare un po’ di luce in un team che ha solo visto giornate buie nel 2018, mentre chi ancora naviga a fari spenti sembra essere la KTM, dove la coppia Syahrin-Oliveira strappa tempi imbarazzanti.

Ma allora, che cosa si aspetta Valerossi dalla Yamaha per il 2019? Lui ha confermato che la scelta di motore sembra essere ricaduta su quello con più freno motore tra quelli a disposizione: "Di quelli che avevamo qui è sicuramente il migliore, ma diciamo che dobbiamo migliorare ancora in accelerazione, perché continuiamo a non essere velocissimi".

E chiude sempre con la stessa identica richiesta: uno sforzo ancora maggiore per il prossimo anno. "Negli ultimi tempi, soprattutto nell'ultimo anno e mezzo, la situazione tecnica in MotoGP è cambiata molto. La Ducati è stata la prima che ha fatto uno step, come quantità di gente e di ingegneri che lavorano. Si sono avvicinati un po' più alla Formula 1, pur rimanendo ancora molto lontani. La Honda l'ha seguita e io parlavo di questo. Adesso per vincere in MotoGP, bisogna fare uno sforzo di questo tipo. Bisogna vedere se succederà anche con la Yamaha".

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Coraggio, Valentino: febbraio arriva in fretta. Vuoi vedere che, almeno questa volta, gli uomini di Iwata ti ascolteranno?

 

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